La medicina come sempre è in continua evoluzione e adesso ci sono alcuni scienziati che hanno trovato un metodo per stampare dei tessuti umani in 3D. Si tratta di cellule create artificialmente che possono essere unite per formare dei tessuti. Grazie alle sue caratteristiche, si può applicare direttamente sul corpo umano e può ricoprire anche dei tratti dove ci sono delle ferite. I ricercatori sono anche riusciti ad accelerare la realizzazione di questi tessuti di dieci volte. In medicina questo processo viene definito biostampa, metodo in cui viene unita la stampa 3D con processi di natura medica.
I ricercatori che provengono dalla Penn State University, hanno portato a termine un progetto per la creazione di nuovi tessuti che potrebbero essere applicati sul corpo umano. La tecnica innovativa si chiama HITS-Bio (High-throughput Integrated Tissue Fabrication System for Bioprinting). Questa utilizza degli aggregati cellulari chiamati sferoidi che riproducono il tessuto cellulare umano. Con la creazione di questi tessuti, alcune delle ferite più importati riportate sul corpo, potrebbero essere richiuse più rapidamente.
Medicina, nuova tecnica di biostampa 3D
Grazie alla scoperta fatta dai ricercatori si potranno ricreare dei tessuti utilizzando solamente la stampa 3D. Oltre a questa innovazione, è stato diminuito il tempo di realizzazione dei modelli 3D inserendo una diversa matrice nello stampo. Infatti, HITS-Bio utilizza una matrice di 16 ugelli, disposti in configurazione 4×4, controllati digitalmente. Durante la fase di test, gli scienziati sono riusciti a costruire un tessuto cartilagineo di 1 centimetro cubo in soli 40 minuti. Inoltre è stato introdotto un metodo per controllare la ricrescita cellulare utilizzando la tecnologia microRNA. Il team di ricercatori vorrebbe arrivare alla realizzazione di un organo funzionante in modo da non dover ricorrere a dei trapianti.
Grazie al continuo progresso in campo medico, abbiamo la possibilità di ricreare dei tessuti completamente nuovi in modo da favorire la guarigione ai pazienti.
