Il Piano Italia 5G deve essere completato entro il 2026, un obiettivo che richiede decisioni drastiche e, per certi versi, impopolari. Una di queste scelte è stata la decisione di bypassare i veti dei sindaci sull’installazione delle infrastrutture nelle aree bianche. Questo è stato possibile grazie a un emendamento al Decreto Legge 7 maggio 2024 n. 60, noto come Decreto Coesione, recentemente approvato e convertito in legge.
Il nuovo emendamento
L’emendamento, che modifica l’articolo 4 “Individuazione degli interventi prioritari nei settori strategici della politica di coesione europea”, introduce un comma 7-bis. Questo stabilisce che, per garantire il tempestivo raggiungimento degli obiettivi di trasformazione digitale previsti dai regolamenti europei, fino al 31 dicembre 2026, l’installazione degli impianti nelle aree bianche sarà decisa dallo Stato, bypassando i regolamenti comunali. In altre parole, lo Stato avrà l’ultima parola, ignorando l’eventuale opposizione delle amministrazioni locali sull’installazione delle antenne 5G. Questo approccio è stato adottato per evitare ritardi e garantire che il Piano Italia 5G possa completarsi entro la scadenza prevista.
Le critiche non sono mancate. Legambiente ha affermato che “con questo emendamento si bypassa il ruolo delle Amministrazioni comunali nella pianificazione delle installazioni nelle aree bianche”. L’organizzazione ha lanciato un appello al Parlamento affinché bocci il testo, sostenendo che i regolamenti comunali rimangono l’ultimo baluardo per pianificare la realizzazione degli impianti, minimizzando le esposizioni ai campi elettromagnetici e rispettando il principio di precauzione. Legambiente ha anche sottolineato che, dopo l’innalzamento dei limiti di esposizione elettromagnetica da 6 V/m a 15 V/m, i regolamenti comunali erano l’unico strumento rimasto per gestire la distribuzione degli impianti 5G.
Bypassare i Comuni è davvero una buona idea?
Con l’innalzamento dei limiti di esposizione, il divieto di installazione delle antenne 5G nello spettro dei 26GHz è decaduto. Questa modifica ha portato molti Comuni italiani a pubblicare ordinanze per bloccare la costruzione di nuove torri, in attesa dei risultati che valutano il rischio sulla salute pubblica generato dai campi elettromagnetici a 15 V/m. Il Governo ha deciso di adottare misure eccezionali per assicurare il completamento del Piano Italia 5G entro i tempi previsti, suscitando però forti reazioni e dibattiti sul ruolo delle amministrazioni locali e sulla salute pubblica.
