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Apple vuole migliorare le doti fotografiche degli iPhone di nuova generazione

Apple vuole migliorare il comparto fotografico dei propri iPhone di nuova generazione intervenendo direttamente sulla qualità degli scatti. Per riuscirci, l’azienda di Cupertino è al lavoro per sviluppare un proprio processore di segnale d’immagine (ISP), una componente direttamente legata alle capacità fotografiche dei device.

A lanciare questa indiscrezioni ci ha pensato il leaker cinese Revegnus con un post su X (ex Twitter). Nel messaggio di legge che la produzione di questo chip ISP sarà affidata a TSMC a partire dalla seconda metà del 2026.

Le funzionalità dell’ISP è cruciale nella fotografia degli smartphone. Il processore permette di elaborare i dati ottenuti con lo scatto e li elabora in una immagine di alta qualità. Eseguendo varie azioni e sfruttando gli algoritmi, è possibile creare in pochissimi millisecondi l’immagine che poi viene visualizzata sullo schermo dello smartphone.

 

Apple potrebbe realizzare in proprio il chip ISP che gestisce il comparto fotografico per migliorare la qualità delle foto dei prorpi device

Tra le analisi effettuate e tra i dati elaborati ci sono la gestione dell’HDR, l’esposizione, la nitidezza, la riduzione del rumore, il bilanciamento del bianco e molto altro ancora. Tutti questi elementi concorrono in egual misura alla qualità finale dello scatto.

Sugli iPhone 15 di attuale generazione, Apple utilizza ISP realizzati da Sony. Per quanto l’azienda di Cupertino possa ottimizzare le componenti, realizzare un chipset proprietario permetterà al brand di avere maggiore controllo e quindi ottimizzare il risultato finale.

Non resta che attendere maggiori dettagli che certamente non tarderanno ad arrivare. Sicuramente, internalizzare questa importantissima componente hardware permetterà ad Apple di fare un notevole passo in avanti in questo settore. Gli scatti effettuati con i prossimi iPhone saranno eccezionali e potrebbero rendere i device della mela i cameraphone di riferimento per il mondo mobile.

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Pubblicato da
Alessio Amoruso