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Alle ore italiane 01:14 la missione della NASA che coinvolge il satellite DART ha avuto luogo e si è consumata nell’impatto del macchinario con il più piccolo sistema binario di asteroidi composto dall’asteroide Dimorphos e Didymos, si tratta della prima missione di difesa planetaria che ha come obbiettivo il deviare asteroidi che nella loro traiettoria potrebbero colpire la Terra mettendo a serio rischio la vita in tutto il Pianeta.

Ovviamente tutti gli occhi sono stati puntati sull’evento, tutti i telescopi terrestri e spaziali son stati puntati verso l’evento, compreso James Webb, che ha già mostrato le sue potenzialità mostrandoci le nebulose di Orione e della Tarantola oltre che Marte, Giove e Nettuno.

 

L’impatto di DART

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La prima sequenza di immagini catturate da James Webb che è stata resa disponibile subito dopo l’impatto di NASA DART con l’asteroide Dimorphos e permette di vedere la polvere eiettata dopo lo scontro a prova che un impatto effettivamente c’è stato, lo strumento usato è stato la NIRCam e con il filtro F070W che viene definito per un “utilizzo generico” rispetto ad altri (per esempio l’F140M rileva molecole di metano, acqua ed è utile con “stelle fredde”).

Le immagini più spettacolari arrivano però dal LICIACube, un satellite di piccole dimensioni che è riuscito a catturare delle immagini spettacoli del sistema binario prima e dopo l’impatto, lo step era davvero complesso a causa dell’impossibilità di agire direttamente sul Cubesat durante le fasi culmine affidandosi dunque ad algoritmi e all’Intelligenza Artificiale (con una rete neurale), i risultati sono stati però eccezionali.

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Come potete ben osservare, si notano bene le polveri dopo l’impatto e addirittura il flash legato all’impatto del satellite contro l’asteroide.

Ora nei prossimi giorni o settimane si verificherà come l’orbita dell’asteroide sia cambiata dopo l’impatto, nel dettaglio si osserverà il cambiamento del periodo orbitale, si stima che verrà modificato dell’1% riducendolo di circa 10 minuti.

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