benzina

I prezzi della benzina continuano ad aumentare, nonostante il taglio delle accise prorogato di recente dal Governo. Infatti, i prezzi medi hanno superato i 2 euro, con crescite di 7 centesimi. Gli automobilisti stanno incominciando a sentire l’acqua alla gola, anche per via delle altre spese da sostenere.

In questa situazione già disagiante, si vanno ad aggiungere anche le dichiarazioni della Federazione dei Gestori degli Impianti di Carburanti, la quale sostiene che i prezzi alla pompa potrebbero tranquillamente sfondare i 2,5 euro in estate se il taglio non dovesse essere prolungato.

La Federazione ha denunciato il tutto: “in poco più di 70 giorni, oltre la metà del corposo taglio delle accise su benzina e gasolio decretato dal governo è stato letteralmente bruciato”. Dopo aver definito la “situazione del tutto fuori controllo“, ha esortato a “decretare il ritorno, almeno per l’emergenza, al prezzo amministrato dei carburanti, come in altri Paesi europei, Germania compresa, dove si sta ragionando”.

 

 

Benzina: prezzi in aumento, la produzione è scarsa rispetto alla domanda

The Economist ha fatto il punto della situazione analizzando il mercato della raffinazione. Fino all’anno scorso, il greggio in carburante costava 5-10 dollari, ora invece è arrivato a valerne 60. La ragione è la minore disponibilità di prodotti raffinati in esportazione, la Cina infatti sta esportando un 7% in meno, la Russia è limitata dall’embargo, mentre gli Stati Uniti non hanno gli impianti adatti. Ne viene che chi è più attrezzato, riesce a sostenersi.

Inoltre, secondo gli analisti petroliferi, una minore disponibilità di lavorazione ha aggravato la disponibilità di diesel, benzina e carburanti per gli aerei, facendo sì che le raffinerie aumentassero la produzione e, quindi, i prezzi.

Chi ci sta guadagnando davvero da questa situazione? I benzinai. A loro vanno mediamente circa 3,5 centesimi al litro. Chiaramente, i vari tipi di spesa che devono sostenere sono alti, ma da quei 3,5 centesimi di euro per litro guadagnano comunque in media il 23%.

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