Molti utenti si chiedono se la ricarica rapida possa andare a danneggiare la batteria del nostro smartphone.

Ricarica rapida e ultrarapida, una questione di watt

 

Nei primi anni dell’avvento dell’era Smartphone, potevano servire anche 3/4 ore per ricaricare la batteria.

Col tempo, si sono escogitate diverse soluzioni per ovviare al problema e permetterci di ricaricare meno e più velocemente.

In primis i produttori hanno puntato sulla capienza della batteria.

Oggi si trovano cellulari con capacità che arrivano anche a 6000mha, assicurando due giorni pieni di autonomia con un uso parsimonioso.

La seconda strategia è stata l’aumento dei watt del caricatore.

Le prime ricariche rapide ai tempi di Galaxy S4/S5 hanno implementato delle prese muro con 15watt, diminuendo di molto i tempi.

Al giorno d’oggi la ricarica massima si attesta intorno ai 35 watt.

Perché quindi vediamo alcuni telefoni con caricatori ultrarapidi da 67w o addirittura 120?

 

La soluzione che salvaguarda la nostra batteria!

 

Le batterie più moderne non vengono caricate da un solo ingresso ma da più punti corrente.

Cerchiamo di capire meglio: all’ interno la batteria è suddivisa e presenta due o più ingressi per essere ricaricata.

Questo significa che, il nostro telefono, è come se al suo interno avesse più batterie che vengono caricate in contemporanea, piuttosto che una singola. Una soluzione geniale, che ha consentito un balzo tecnologico in avanti in questo settore.

Con questo escamotage è stato possibile come nel caso dello Xiaomi mi 11 ultra inserire delle prese muro da 120 watt suddividendo la batteria in 4 parti interne.

Per questo motivo non dobbiamo avere paura che il nostro smartphone venga danneggiato. Inoltre molti brand, come Realme, hanno incluso una limitazione software che durante la notte disabilità la ricarica rapida a favore del caricamento tradizionale.

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