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Google e Apple hanno deciso di eliminare dai propri store un’app che risulta particolarmente invisa al governo Russo. Si tratta dell’applicazione sviluppata dai sostenitori di Aleksei Navalny, principali oppositori dell’attuale fazione alla guida del Paese, capeggiata da Vladimir Putin.

Dopo numerose pressioni da parte di Mosca, come riferisce il New York Times, i due colossi hanno deciso di accogliere le istanze provenienti dal Cremlino, rimuovendo l’app dai propri negozi digitali.

Il nome di Navalny potrebbe suonare nuovo ai più, ma si tratta di un personaggio estremamente noto per il suo cruciale ruolo in contrapposizione con l’attuale presidente russo. Attivista, politico e blogger russo, ha denunciato il tentativo dei servizi segreti russi di avvelenarlo (per via della sua attività in aperta opposizione rispetto alla coalizione reggente), senza ottenere alcuna forma di giustizia: il processo a suo carico si è concluso comminandogli il massimo della pena per i reati di cui era accusato, pari a 3 anni e mezzo di carcere.

Ma cos’ha di così pericoloso o speciale il software in questione?

Google e Apple contro Smart Voting: l’app dei sostenitori di Navalny rimossa dagli store

L’app si chiama Smart Voting ed è stata sviluppata per permettere ai cittadini di conoscere quale fosse, per ogni collegio, il candidato con maggiori probabilità di battere Russia Unita – il partito del presidente Putin.

La rimozione dell’app, caldeggiata dal Governo, è arrivata a ridosso delle elezioni Parlamentari russe. Mosca ha infatti quasi intimato alle due big tech di rimuovere l’applicazione dai propri store, in quanto “illegale nel nostro Paese”, come ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov.

Una decisione verso cui il Cremlino ha espresso soddisfazione, ma che ha scontentato gli oppositori di Putin, a partire da quelli più vicini a Navalny. “Abbiamo l’intero stato russo contro di noi e persino le grandi aziende tecnologiche”, ha denunciato su Telegram il team di Navalny, il cui alleato in esilio ha anche commentato: “Le aziende hanno ceduto al ricatto del Cremlino”.

Non solo: nelle ultime ore è giunta notizia che Google abbia anche esortato il team dell’oppositore a rimuovere due “documenti vietati” dal Governo Russo che gli attivisti hanno caricato su Drive, dopo la rimozione di Smart Voting. I documenti contengono proprio le liste dei candidati d’opposizione prima presenti sull’app.

VIANew York Times