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Non è la prima volta che succede sulla piattaforma social di TikTok, ma questa è stata davvero incredibile. Lo sapevate che l’algoritmo di TikTok è razzista? A fare l’incredibile scoperta il comico e creator Ziggi Tyler. Esilarante il modo in cui ha capito che nell’app c’era un serio problema. Scopriamo insieme i dettagli di questa vicenda documentati da un suo video pubblicato su Twitter.

 

TikTok e l’algoritmo razzista

Black Lives Matter” su TikTok non può essere scritto, il motivo? Si tratta di un contenuto “non appropriato” secondo l’app social. Il problema? Un algoritmo razzista o troppo conservatore. Insomma, la parola “nero” non si può scrivere sul proprio profilo.

A fare l’esilarante scoperta è stato, come precedentemente anticipato, il comico e creator Ziggi Tyler. Tutto è iniziato quando, nel tentativo di aggiornare la sua bio con il leitmotive del movimento in difesa dei diritti dei neri, TikTok, al momento di salvare la modifica, glielo ha sempre impedito.

Questo perché, secondo l’app, la sua biografia presentava un contenutoinappropriato“. La cosa pazzesca non è solo questa, ma ciò che Tyler ha fatto dopo. Sostituendo la parola “black” con “white” tutto tornava apposto. In pratica TikTok non segnalava la frase “supremazia bianca“, “pro-bianco” o addirittura “neo nazi” e “anti semitic” come contenuto inappropriato.

La risposta dell’azienda

Ovviamente, di fronte a cotanta notizia, TikTok ha dovuto rispondere e giustificare quanto accaduto e perché si sia verificata una simile situazione. Il problema, secondo l’azienda, è stato individuato nell’algoritmo, ma non ha ammesso che fosse diffuso, concentrandosi solo sul Marketplace da migliorare.

In una recente nota la società ha comunicato: “Le nostre protezioni del TikTok Creator Marketplace, che contrassegnano le frasi tipicamente associate all’incitamento all’odio, sono state erroneamente impostate per contrassegnare le frasi senza rispettare l’ordine delle parole“.

TikTok ha poi precisato che Black Lives Matter” non è contenuto “inappropriato” e non viola le politiche del social network. Anche se la motivazione è stata poi approfondita individuando la parola “die” (morte) nella bio di Tyler, non è la prima volta che creator afroamericani si sono dovuti scontrare con qualche coercizione dell’app.

Infatti alcuni avevano denunciato come il social stesse oscurando alcuni video sulla morte di George Floyd. Possibile che gli hashtag marketing di TikTok, come “Me lo hai fatto comprare” funzionano alla grande grazie allo speciale algoritmo e poi lo stesso presenta queste falle così vistose? Un dubbio lecito, non trovate?

FONTEWired.it