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Apple è così soddisfatta delle coperture in vetro che Corning produce per i suoi iPhone che ha deciso di premiarla ancora una volta investendo 45 milioni di dollari. Con il cambio attuale stiamo parlando di circa 37 milioni di euro attraverso l’Advanced Manufacturing Fund.

Quest’ultimo è il fondo Apple con cui l’azienda costruttrice dei celebri pannelli in vetro della serie Gorilla Glass può così potenziare i propri reparti di ricerca e sviluppo. Scopriamo insieme tutti i dettagli.

 

Apple investe ancora in Corning per i vetri di iPhone

Questa non è la prima volta che Apple finanzia Corning per questa ragione: nel 2017 infatti l’azienda ricevette 200 milioni di dollari e nel 2019 altri 250 milioni, con una media quindi di 100 milioni di dollari l’anno negli ultimi anni. Confrontato con i precedenti, questo investimento appare meno imponente perché sarebbe specificamente mirato all’espansione della produzione di Corning Incorporated negli Stati Uniti, visto che l’azienda stando ai dati ufficiali attualmente dispone di 107 stabilimenti dislocati in più di 24 paesi tra America del nord e del sud oltre che in Europa, Africa e Asia.

Jeff Williams, che ricopre il ruolo di direttore operativo in Apple ha dichiarato: “La collaborazione tra Apple e Corning ha una lunga storia che punta alla realizzazione dell’impossibile“. In tutta risposta il presidente nonché amministratore delegato di Corning, Wendell P. Weeks, ha dichiarato di essere «Incredibilmente orgoglioso di questa collaborazione e di Ceramic Shield, reso in parte possibile proprio grazie ai fondi dell’Advanced Manufacturing Fund e dal duro lavoro e la dedizione applicata da centinaia di persone» sia della propria azienda che di Apple.

Il dirigente di Corning rigrazia la multinazionale di Cupertino “Per il suo continuo impegno nel sostegno della forza lavoro americana. Il grande investimento che hanno fatto nei confronti dello stabilimento di Harrodsburg, nel Kentucky, non solo alimenta quell’innovazione che cambia la vita, ma ci aiuta anche a sostenere le comunità in cui viviamo e lavoriamo”.