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Il lungo viaggio di Long March 5B si è concluso intorno alle 5 di questa mattina ora italiana. Il razzo cinese si è disintegrato nella fase di rientro incontrollato e alcuni pezzi che hanno resistito sono ammarati nell’Oceano Indiano.

In particolare, i piccoli detriti che sono sopravvissuti al rientro dall’atmosfera sono caduti vicino alle Isole Maldive. Al momento, per fortuna, non si registrano danni a cose o persone.

Proprio ieri, la Protezione Civile ha rilasciato un comunicato rivolto a tutta la popolazione. Il messaggio era più di tipo precauzionale che di effettivo pericolo per l’Italia. Infatti, le stime preliminari indicavano che il nostro Paese poteva essere colpito da Long March 5B in fase di rientro.

Long March 5B sfiora l’Italia durante la fase di rientro

L’eventualità però è stata allontanata in quanto l’Italia è stata solo “sfiorata” dal Lunga Marcia 5B durante la fase di caduta. Tuttavia, considerando che il razzo cinese stava rientrando nell’atmosfera in maniera incontrollata era d’obbligo mantenere alto il livello di attenzione.

Il Dipartimento della Protezione Civile ha collaborato con l’Agenzia Spaziale Italiana per monitorare tutti i dati in arrivo. In particolare, a preoccupare gli scienziati erano le dimensioni di Long March 5B.

Il razzo cinese era alto 33 metri per un peso di oltre 22 tonnellate. Per fortuna le previsioni iniziali degli esperti si sono rivelate corrette e la struttura si è disintegrata quasi del tutto. Nonostante questo pericolo scampato, la Cina resta al centro dell’attenzione per via dei lanci spaziali senza controllo sulla fase di rientro. Gli Stati Uniti hanno aspramente criticato questa politica adottata dal Paese asiatico.