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Clubhouse – Photo by Dmitry Mashkin on Unsplash

La realtà è questa, inutile girarci attorno. Clubhouse ha avuto un’esplosione di notorietà a inizio anno, a gennaio. A febbraio la febbre per quanto riguarda questo social network ha raggiunto il suo picco per poi morire con velocità. L’attenzione è stata catalizzata soprattutto da figure di spicco sono riuscite a spingere la piattaforma anche solo per pubblicità personale.

Personaggi del calibro di Elon Musk, l’uomo è noto per essere bravo a cavalcare le onde mediatiche, ha fatto molto parlare di sé anche solo per il desiderio di avere un colloquio privato con Putin. L’interesse è stato così grande che le altre compagnie hanno premuto l’acceleratore sullo sviluppo di alternativ.

Clubhouse: un social già morto?

Il formato sembra aver già stancato. L’attenzione dietro Clubhouse è molta, ma molta meno e basta anche solo guardare i download. A febbraio erano 9,5 milioni i download e adesso sono 2,7 milioni. Da un lato sono troppi per poter continuare a considerare il social come esclusivo e dall’altro sono scesi di troppo per poter parlare di successo.

Da un lato la curiosità c’è ancora e va ricordato che manca ancora la versione Android, ma nessuno ormai si aspetta di vedere il social esplodere, di sicuro non ai livelli di TikTok, Instagram, Twitter o Reddit. Rimarrà quasi sicuramente qualcosa di nicchia, ma è interessante vedere gli sforzi delle altre società.

Facebook, Spotify, sempre Reddit e Twiitter, tutti hanno dato, o stanno dando, vita a un’alternativa. Se già la fetta di utenti di Clubhouse è molto ridotta, a breve ci sarà un esodo. Perché usare esclusivamente tale social quando ho una versione simile, ma integrata ad altro?