Bitcoin

Un forte rumore ha fatto la caduta del Bitcoin che in una notte ha perso oltre l’11% della sua quotazione. Da un record di 64.895 dollari raggiunti lo scorso 14 aprile grazie anche alla quotazione in borsa di Coinbase, ieri è crollato a 53.356 dollari. Una flessione pari a quasi il 20%. Sono numeri preoccupanti non tanto per il tonfo di questa criptovaluta e in coda anche Ethereum, ma soprattutto per i chiari di luna di alcuni Paesi. Infatti gli investitori in questo momento devono fare attenzione a Cina, America e Turchia. Cerchiamo di capire il perché.

 

Attenzione alle mosse di Cina, America e Turchia: il Bitcoin potrebbe essere a rischio

Sembra che, secondo alcune indiscrezioni non ancora ufficiali, dietro il brusco calo del Bitcoin ci siano tre Paesi particolarmente attivi in questo ultimo periodo. Si tratterebbe di Cina, America e Turchia.

In Cina si sarebbe ingolfata in modo importante l’attività di mining del Bitcoin. In pratica la produzione della moneta digitale sarebbe stata rallentata da un black out generale di alcune zone.

In America invece pare che sia stata avviata un’inchiesta nei confronti di diversi istituti finanziari. L’accusa sarebbe riciclo di denaro sporco, di dubbia provenienza, utilizzando monete digitali tra le quali Bitcoin.

Infine la Turchia, in risposta a un aumento di investitori in Bitcoin e altre criptovalute, ha messo al bando le monete digitale inibendo il loro potere di acquisto. Questo per difendere la costante svalutazione della lira, motivo per cui molti si stavano spostando verso il mondo delle criptovalute. Si parla di quasi 3 milioni di investitori per un Paese che conta circa 86 milioni di abitanti registrati.

 

Che fine faranno le quotazioni delle criptovalute?

Sono in tanti a chiedersi che fine faranno le quotazioni delle criptovalute e soprattutto del Bitcoin. A dicembre un bitcoin valeva circa 18mila dollari. Gli investitori istituzionali continuano a vedere le criptovalute un modo diverso e vantaggioso di investire.

Al contrario le banche centrali allertano alla prudenza sostenendo come il Bitcoin e le altre criptovalute siano molto volatili e poco sicure.

 

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