Decreto Sostegni

Venerdì 19 marzo il Consiglio dei ministri ha finalmente approvato un decreto legge che renderà effettivo il Decreto Sostegni già approvato a inizio anno dal Parlamento. Rimasto in standby a causa della disfatta dell’ex Governo Conte, questo provvedimento servirà a sostenere le imprese italiane afflitte dalla crisi economica dovuta al Covid-19.

Sono 32 i miliardi che saranno finanziati per affrontare questa situazione difficile che sta accompagnando molti contribuenti italiani. Nel Decreto Sostegni sono incluse anche misure a favore di chi è in debito con il Fisco. Oltre a quelle pensate per alleggerire anche la macchina dello Stato per la riscossione delle Cartelle Esattoriali. Ecco tutte le agevolazioni indicate nel documento.

 

Decreto Sostegni: ecco la guida per fare chiarezza su tutte le agevolazioni

Si è parlato molto del Decreto Sostegni in questi giorni e ora che finalmente è stato approvato, o meglio reso operativo, forse per alcuni ci sono ancora alcuni punti poco chiari. Ecco quali saranno le agevolazioni che, grazie a questo provvedimento, dovrebbero permettere un po’ di respiro a chi è in difficoltà economica.

  1. Ristori e aiuti ai settori più colpiti dalla pandemia. Sono stati pensati dei ristori per quelle aziende che hanno registrato una perdita del 30% o più di fatturato nell’anno 2020 rispetto al 2019. Inoltre saranno stanziati aiuti anche a quei settori che sono rimasti chiusi a causa dell’aumento dei contagi di quest’anno come impianti sciistici, stazioni termali e turismo in generale. Non è escluso nemmeno il settore della cultura.
  2. Reddito di Cittadinanza. Il Decreto Sostegni ha anche approvato 1 miliardo di euro a favore delle famiglie in difficoltà che potranno ricevere da 400 a 800 euro mensili a seconda del numero di componenti per nucleo familiare.
  3. Ulteriore stop ai licenziamenti fino al 31 giugno compreso.
  4. Sanatoria fiscale. Questo è uno dei provvedimenti più attesi del Decreto Sostegni. Saranno cancellate tutte le Cartelle Esattoriali che coprono gli anni dal 2000 al 2010 per un importo massimo di 5.000 euro e solo per chi ha un reddito fino a 30.000 euro. Nuova proroga al 30 aprile invece per i nuovi atti e per le rateizzazioni.