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Noi tutti al giorno d’oggi abbiamo sentito parlare almeno una volta di Bitcoin, la famosa criptovaluta più utilizzata e costosa del pianeta la quale basa il proprio funzionamento sulla Bitcoin blockchain, una catena di validazione di transazioni basata sostanzialmente sulla generazione di hash necessari alla validazione di una determinato movimento di denaro tra due utenti che partecipano alla rete stessa.

La sue intrinseche caratteristiche lo hanno reso molto apprezzato all’interno della community, dal momento che permette alle due parti di restare completamente anonime, caratteristica che in poco tempo ha portato alla sua enorme espansione, la quale si è tradotta, soprattutto recentemente, in enormi fabbriche votate al mining, basate su centinaia di GPU perennemente al lavoro per produrre bitcoins.

Il parere di Bill Gates

Anche il padre fondatore dell’informatica recente ha espresso la sua al riguardo, stiamo parlando di Bill Gates, il plurimiliardario, ha osservato la situazione da un punto di vista laterale, rispetto a ciò che ci si aspetterebbe, frutto della sua rinnovata attenzione alle tematiche ambientali e soprattutto all’effetto serra.

Il padre di Microsoft ha lanciato un allarme, affermando che questa enorme corsa ai bitcoin si traduce in un elevato incremento della produzione di anidride carbonica, aggiungendo che il problema sarà destinato a peggiorare nel tempo se non si prendono i giusti procedimenti.

Secondo Bill Gates dunque i bitcoin inquinano troppo, dal momento che le celebri monete, sfruttano più elettricità per una singola transazione di quanto non farebbero tutti gli altri metodi di pagamento al momento esistenti sul pianeta.

È effettivamente risaputo che i bitcoin consumino più corrente elettrica dell’Argentina, con un’altra conferma che arriva direttamente da Alex de Vries, data scientist della Banca centrale olandese, secondo cui ogni transazione in bitcoin richieda ben 300Kg di CO2, l’equivalente di circa 750.000 transazioni con carta di credito.

Ovviamente il motivo è presto detto, la rete bitcoin per funzionare si basa sulle blockchain, le quali necessitano di grandi spazi di archiviazione e di grande potenza di calcolo per la generazione degli hash, cosa che si traduce in consumi di energia elettrica elevati, la quale in paesi come ad esempio la Cina, arriva direttamente dai combustibili fossili.