iceberg

In Antartide, proprio qualche giorno fa, si è verificato un evento davvero incredibile: un enorme iceberg si è staccato dalla piattaforma antartica.

A studiare da vicino questo fenomeno è stato un gruppo di scienziati del British Antarctic Survey (BAS). Benché gli studiosi inglesi si aspettavano già da tempo questa spaccatura, la rottura è comunque apparsa molto drammatica poiché fin dal Novembre 2020 la stessa spaccatura aveva iniziato a diventare sempre più grande sino a provocare il totale distacco dell’enorme iceberg avvenuto proprio il 27 Febbraio scorso. La piattaforma di ghiaccio dal quale si è verificato il distacco del mastodontico iceberg è la Brunt Ice Shelf.

Si tratta di un iceberg che possiede un’estensione di 1270 km quadrati, all’incirca 20 volte quella di Manhattan, e vanta uno spessore medio di 150 metri. La spaccatura che ha determinato il distacco dell’enorme ammasso di ghiaccio, chiamata dagli scienziati North Rift, ha iniziato spingendosi verso nord-est ad una velocità di 1 km al giorno fino a quando non si è verificato il “crack” finale dal quale si è formato l’intero iceberg.

Adesso gli studiosi credono che questo iceberg possa allontanarsi dall’area continentale. Tuttavia, si tratta di una situazione piuttosto dinamica che, in ogni caso, bisogna sempre tenere d’occhio. Il pericolo, infatti, è quello che questa enorme massa possa provocare cambiamenti nel ghiaccio che circonda le postazione del BAS nell’Antartide provocando pericoli al momento imprevedibili per tutto il personale di ricerca che, al momento, occupa quel territorio. Per tale ragione è necessario monitorare la situazione sfruttando le immagini fornite dai satelliti e dalle strumentazioni GPS ad alta precisione di cui il team di scienziati dispone.

FONTEBritish Antarctic Survey (BAS)