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Appena un paio di giorni fa, e soprattutto in pochissimo tempo, è ribalzata sul web in tutto il mondo una storia che avrebbe potuto aggravare la penuria di PS5. In Cina, apparentemente, alcuni erano riusciti a convertire la PlayStation 5 di Sony rendendola adatta al mining di Ethereum. Sebbene un aspetto su tutti che lasciava qualche dubbio, non c’era di per sé motivo di non creare a questa possibilità.

Il punto più strano della storia era la potenza che il modello convertito era in grado di raggiungere, ben più di quello che si aspetterebbe. La potenza maggiore poteva essere causata dall’aggiunta di qualcosa a livello hardware, ma la spiegazione è più semplice. Si trattava di una farsa e allo stato attuale nessuna PlayStation 5 è stata adattata a tale scopo. Questo non vuol che non potrebbe succedere comunque.

 

PlayStation 5: niente mining per ora

Come tutti sanno, soprattutto che è in attesa di comprare un’unità della console di nuova generazione di Sony, c’è penuria di PlayStation 5. Sony, come molti altri produttori di dispositivi elettronici a livello globale, devono fare i conti con una mancanza di semiconduttori. Dalle macchine agli smartphone, dalle console alle schede video, tutti sono coinvolti dalla cosiddetta chip famine.

La situazione è così difficile che a livello globale si stanno mettendo in atto dei moti per un completo stravolgimento degli equilibri sulla produzione di chip. Per esempio, Samsung è intenzionata a puntare sulla produzione negli Stati Uniti con il governo stesso del paese che vuole togliere alla Cina lo strapotere in tal senso. Anche TSMC, la più grande fonderia al mondo con sede a Taiwan sta guardando con sempre più interesse alla produzione negli USA. Tutto questo farà aumentare la produzione di PlayStation 5? Sicuramente non nel breve periodo.

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