Fine del mondo: nulla a che fare con il Covid-19, il clima è la vera causa

Vi siete mai chiesti quanto manca alla fine del mondo? Dando un’occhiata al sito cds.climate.copernicus.eu e cliccando sul cursore del Global temperature trend monitor, noterete che entro il 2034 vi sarà un superamento della soglia critica (1,5 gradi in più) per quanto riguarda il riscaldamento climatico. Esatto, proprio così. In tutta questa confusione si sta prendendo sotto gamba un fattore fondamentale: il clima e le sue conseguenze.

“L’applicazione permette di spostare il tempo indietro e chiedersi quando si sarebbe raggiunto il limite se il riscaldamento fosse continuato come un periodo di 30 anni nel passato”, spiega il fisico Alessandro Amici della B-Open, azienda che si è occupata della realizzazione tecnica dell’app.

Fine del mondo: il clima è un fattore fin troppo sottovalutato

“Questa apparente accelerazione del riscaldamento globale è nota a chi studia il cambiamento climatico, ma è difficile da rendere intuitivo e quindi reale per il grande pubblico. Sarà aggiornata ogni mese con i nuovi dati per permettere a tutti i cittadini di percepire che il clima è un problema urgente, come e più del coronavirus, spiega Amici. Superare 1,5 gradi potrebbe portare delle conseguenze estremamente negative per il pianeta.

Prosegue poi l’ideatore dell’app, Carlo Buontempo: “Tutti gli studi a nostra disposizione dimostrano come le conseguenze negative siano straordinariamente superiori rispetto ai benefici del surriscaldamento globale: è necessario cambiare rotta e adesso abbiamo uno strumento che mostra a tutti la strada che stiamo percorrendo”.

Siamo ancora in tempo per cambiare la nostra sorte evitando così la fine del mondo. “Il problema è legato alle emissioni dei gas serra, risponde Buontempo. “Credo che ognuno abbia diritto di trarre delle conclusioni politiche anche contrastanti, ma nessuno ha il diritto di modificare i fatti fino alla produzione di fake news. L’Europa è l’avanguardia mondiale per capacità tecnico-scientifica e servizi per società e imprese, pensate alla fornitura di servizi climatici per il rischio meteorologico: siamo anche in grado come pochi altri al mondo di adattarci ai cambiamenti in corso apportando correttivi, mentre fino a poco tempo fa anche qui si guardava solo ai precedenti storici rispetto a fenomeni potenzialmente dirompenti, conclude.