Il CEO del colosso Apple, Tim Cook ha aperto il convegno europeo su privacy e sicurezza nel mondo tecnologico con un discorso molto forte. Anche se non è mai citata direttamente, l’attacco a Facebook è fortissimo.

Un attacco frontale a Facebook e al suo modello di business, anche se la società di Menlo Park non viene mai citata direttamente, l’elogio sperticato del GDPR europeo e tanti spunti in tema di privacy. Scopriamo insieme le sue parole.

 

Tim Cook di Apple accusa Facebook di essere luogo di violenza

Le parti più interessanti del discorso sono quelle che analizzano, o per meglio dire stigmatizzano, l’impatto dei social network sulla vita privata. Tim Cook ha dichiarato che “se un’azienda fa soldi con utenti che ingannano gli altri utenti, con lo sfruttamento dei dati e con gli algoritmi che ci impongono le loro scelte, allora non possiamo farle i complimenti. Ma anzi, dovremmo pensare a come evitare che ciò accada. Questo comportamento favorisce la polarizzazione della società, la perdita di fiducia ed episodi di violenza“.

Tornando a parlare di privacy, Cook ha rincarato la dose: “Se accettiamo come normale e inevitabile che tutto ciò che riguarda la nostra vita possa essere catalogato, aggregato e poi venduto, allora perderemo molto più dei nostri dati. Perderemo la libertà come esseri umani“. Il velato attacco a Facebook segue le parole di disappunto pronunciate da Mark Zuckerberg, amministratore delegato di Facebook, in occasione della presentazione dei dati fiscali della compagnia.

Ecco le sue parole: “Apple utilizza la sua posizione di monopolista su iOS per ostacolare il funzionamento delle nostre e di altre app, al fine di favorire le proprie“. Uscendo dalla diatriba con Facebook, un altro punto interessante del discorso di Tim Cook riguarda il GDPR europeo, definito senza mezzi termini come il passo avanti più concreto nella privacy e nella sicurezza dei consumatori degli ultimi anni.