Posseggo un iPhone 12, ed in questi giorni in cui l’uso della mascherina è diventato uno degli aspetti fondamentali per il contenimento del virus, ho avuto non pochi problemi – e, soprattutto, fastidio – nel sbloccare il mio smartphone, che per mia scelta avviene mediante Face ID.

Dal momento in cui questa tecnologia è stata progettata per funzionare con occhi, naso e bocca ben visibili, l’utilizzo della mascherina ha mandato in tilt il riconoscimento facciale dell’iPhone, costringendomi ad inserire il PIN di sblocco dopo i diversi tentativi di sblocco tramite Face ID falliti.

L’iPhone 12, proprio come tutti gli smartphone rilasciati negli ultimi anni da Apple, a partire da iPhone X, prevede un solo metodo di autenticazione biometrica, che è appunto il FaceID. Sebbene la società abbia apportato modifiche al sistema in modo che l’iPhone ti chieda di inserire il tuo PIN se rileva che indossi una mascherina, attività come sbloccare lo smartphone e pagare i tuoi acquisti utilizzando Apple Wallet sono diventate frustranti. L’altra opzione è tirare giù la mascherina ogni volta che è necessario utilizzare il dispositivo, ma non è né igienico né pratico.

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Non solo FaceID è stato reso inutile a causa dell’uso delle mascherine; alcuni test compiuti dal National Institue of Standards and Technology (NIST) degli Stati Uniti hanno mostrato che, in realtà, l’efficacia degli algoritmi di riconoscimento facciale utilizzati in tutto, dai sistemi doganali alle telecamere di sorveglianza, è diminuita.

In molti stanno cercando di risolvere questo problema. Ad aprile, ad esempio, alcuni ricercatori hanno pubblicato un set di dati di immagini su GitHub con 1.200 immagini estratte dai selfie di Instagram. Hanno etichettato le immagini per identificare le persone che indossano mascherine mediche, mascherine non chirurgiche o nessuna mascherina per supportare soluzioni creative per problemi di riconoscimento facciale.

Tuttavia, è improbabile che la tecnologia di riconoscimento facciale che utilizziamo sui nostri smartphone sarà in grado di adattarsi, a meno che non siamo disposti a scendere a compromessi sia sulle prestazioni che sulla nostra sicurezza personale.