Artico

I fulmini sono delle improvvise e violente scariche elettriche che si verificano tra due nubi oppure tra una nube e la superficie terrestre. Ciò a causa di differenze di potenziale molto elevate presenti nell’atmosfera. Sembrerebbe che nell’Artico, il numero dei fulmini, soprattutto estivi, sia aumentato significativamente rispetto al passato.

A dimostrarlo è uno studio su Nature condotto da Robert Holzworth, un fisico dell’atmosferica dell’Università di Washington a Seattle. Lo scienziato americano ha scoperto che i fulmini starebbero colpendo l’Artico in maniera molto più intensa rispetto ai decenni precedenti. Inoltre, lo stesso studioso ha scoperto che la velocità con cui i fulmini stanno colpendo questa zona della Terra è quasi raddoppiata rispetto a 10 anni fa. Per giungere a questa conclusione, Holzworth ha fatto ricorso al World Wide Lightning Location Network, una sofisticata rete di sensori di terra impiegata per poter acquisire i dati.

Già studi precedenti hanno dimostrato che il numero dei fulmini è aumentato in maniera considerevole negli ultimi anni. Questi stessi studi hanno anche mostrato che una probabile causa di ciò potrebbe essere proprio il riscaldamento globale. Essi hanno infatti ipotizzato che se questo fenomeno dovesse continuare a ritmi preoccupanti come quelli odierni, probabilmente, il numero dei fulmini aumenterebbe ulteriormente. E poiché l’Artico è una delle regioni al mondo che si sta riscaldando sempre più rapidamente, il risultato raggiunto da Holzworth potrebbe non stupirci più di tanto.

Un aspetto molto particolare scoperto dallo scienziato americano è che ad una latitudine di 65°N il numero di fulmini estivi è aumentato considerevolmente passando da 35.000 fulmini estivi nel 2010 a 250.000 nel 2020. Si tratta di una fenomeno davvero incredibile e che ha maggiore frequenza soprattutto nell’area dell’Artico corrispondente alla Siberia settentrionale.

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