C’è stato un momento, non troppo lontano, in cui le TV 3D sembravano il futuro del salotto. I produttori le infilavano praticamente in ogni modello, spinti dall’entusiasmo di Hollywood per uscite come Avatar e Dragon Trainer. Poi, verso il 2015, mentre l’industria virava con decisione su 4K e HDR, il 3D domestico è sparito dalla circolazione quasi senza lasciare traccia. Cosa è andato storto? Le risposte più semplici riguardano la comodità, o meglio la sua totale assenza.
Usare una TV 3D in casa era un piccolo calvario. Bisognava comprare gli occhialini, che andavano dagli 8 ai 18 euro circa per i modelli passivi fino a oltre 45 euro per quelli attivi, che tra l’altro andavano ricaricati di continuo. Poi serviva un lettore Blu-ray compatibile con i dischi 3D. E infine toccava sborsare un sovrapprezzo per quei Blu-ray 3D, ammesso di trovarli disponibili sugli scaffali.
Chi superava tutti questi ostacoli otteneva un’esperienza tutto sommato dignitosa, simile a quella del cinema. Ma il risultato dipendeva parecchio dalle dimensioni dello schermo e dalla distanza di visione. Troppo lontani da un pannello da 42 o 50 pollici e l’immersione nel mondo di Pandora svaniva. Organizzare una serata 3D con gli amici era un altro problema, perché servivano occhiali per tutti. La cosa peggiore però riguardava le TV con occhiali passivi, che di fatto dimezzavano la risoluzione del 1080p, dovendo mandare due immagini separate. I proiettori e i modelli di fascia alta con occhiali attivi evitavano questo difetto, ma costi e batterie rendevano le visioni di gruppo quasi impossibili.
TV 3D: poco da guardare e la fatica di Hollywood
Oltre ai Blu-ray, trovare contenuti 3D era una vera impresa. Reti come BBC ed ESPN avevano trasmesso qualche programma e qualche partita, ma entrambe hanno mollato il colpo nel 2013. Il responsabile del 3D della BBC all’epoca ammise senza troppi giri di parole che non aveva mai notato un grande appetito per la televisione tridimensionale nel Regno Unito. Guardare 3D in casa, diceva, era faticoso. Bisognava trovare gli occhiali prima ancora di accendere la TV, e davanti allo schermo domestico ci si concentra in modo diverso rispetto alla sala cinematografica.
Mentre l’interesse calava, sono arrivate le TV 4K con HDR, con vantaggi molto più immediati. Immagini più nitide e luminose, tonnellate di contenuti pronti su Netflix e altri servizi di streaming. Niente lettore Blu-ray, niente occhiali, niente caccia al contenuto speciale. Non stupisce che il 4K abbia preso il volo, migliorando anche l’aspetto dei vecchi programmi in definizione standard e HD.
Uno studio recente di Precision Reports racconta bene la parabola. Nel periodo di picco tra il 2010 e il 2018 solo il 25 percento delle famiglie con una TV 3D usava davvero la tecnologia. Dopo tre anni meno del 10 percento continuava a servirsene. Il 65 percento aveva smesso per mancanza di contenuti, il 50 percento lamentava fastidio nelle sessioni lunghe e il 42 percento aveva rinunciato per i costi troppo alti. Lo stesso rapporto prevede però una crescita del 15 percento entro il 2036, grazie ai modelli 3D senza occhiali, agli usi commerciali e al gaming.
Anche Hollywood ha avuto le sue colpe. Dopo i primi successi come Avatar e Alice in Wonderland tra il 2009 e il 2010, gli studi si sono lanciati sul 3D come richiamo per il pubblico e come scusa per alzare i prezzi dei biglietti. Ma già nel 2012 film come Ribelle di Pixar e Madagascar 3 registravano cali seri nelle vendite dei biglietti 3D. La qualità era crollata: mentre James Cameron aveva costruito Avatar attorno a un vero sistema di ripresa stereoscopica, titoli come Alice in Wonderland e Scontro tra Titani venivano semplicemente convertiti in 3D dal 2D, spesso con risultati confusi.
Dove vedere film in 3D oggi
Chi non ha conservato una vecchia TV 3D e il relativo lettore fatica a trovare soluzioni comode, e quasi tutte hanno un costo. Molti proiettori moderni supportano il 3D, con i modelli BenQ tra i più apprezzati. Chi ha budget più generosi può puntare sul proiettore XGIMI Titan Noir Max, compatibile con i contenuti tridimensionali, che parte da circa 5.600 euro. A cui vanno aggiunti gli occhiali attivi per tutti gli spettatori.
Poi c’è la realtà virtuale. Apple Vision Pro supporta i film 3D nelle app TV e Disney+, con risultati spettacolari, ma serve mettere sul piatto circa 3.400 euro. Anche i visori Meta Quest permettono di guardare film 3D tramite app come Bigscreen VR, sebbene trovare e noleggiare i titoli sia meno immediato. Qualsiasi visore VR può riprodurre file video 3D, così come occhiali smart come Xreal One Pro. Nel frattempo, le uscite 3D al cinema continuano, ma a parte i sequel di Avatar quasi nessuno gira più nativamente in tre dimensioni, mentre cresce l’attenzione verso il grande formato 2D di IMAX, cavallo di battaglia di Christopher Nolan.