cashback

Dallo scorso 8 Dicembre è attivo in Italia il Cashback. Il Governo ha puntato molto su questo programma di rimborsi per i cittadini che effettuano spese in negozi fisici, pagando con carte di credito e di debito. Le anomalie in questi giorni non sono mancate e già si solleva un allarme: in base ai calcoli dei tecnici, infatti, l’esecutivo ha previsto fondi per rimborsare solo un terzo degli italiani.

 

Cashback, la possibile criticità sui rimborsi

Come funziona il cashback? Tutti coloro che da qui al 6 Gennaio effettueranno almeno 10 acquisti, con pagamenti con moneta virtuale, avranno diritto ad un rimborso del 10% sul totale delle spese. Il tetto massimo del rimborso è di 150 euro ed il cashback sarà accreditato direttamente sul conto corrente del cittadino. Per partecipare al programma è necessario avere una carta di credito o di debito, scaricare l’app IO ed avere le proprie credenziali SPID.

Ad oggi, al programma hanno aderito più di 4,2 milioni di italiani. La platea è nettamente superiore alle aspettative del Governo che, in un primo momento, aveva previsto un fondo di 228 milioni di euro a copertura del programma. Da qui, l’allarme. In proiezione, sulla base dei fondi previsti, soltanto un italiano su tre potrebbe ricevere il rimborso previsto.

Da ambienti interni all’esecutivo, non si evincono però criticità sotto questo punto di vista. La misura, infatti, è stata fortemente difesa anche negli ultimi giorni, dopo le critiche da parte della BCE. Per venire incontro alle richieste di tutti i cittadini, è plausibile che a breve sarà stanziato un aumento dei fondi a copertura del cashback.

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