Chernobyl: il drone Elios 2 scopre l'inimmaginabile, ecco la novità

Sono passati ben 34 anni dal famoso disastro nucleare avvenuto nella località di Chernobyl il 26 aprile del 1986. Da quel momento una quantità inimmaginabile di sostanze radioattive ha invaso la città e le zone limitrofe, arrivando ad occupare una grossa parte del mondo. Ciò che è rimasto in sospeso però è la presenza delle radiazioni nel reattore nucleare. Fortunatamente a risolvere il quesito nel 2020 troviamo robot e droni di ultima generazione, i quali hanno esplorato a fondo il luogo contaminato.

 

Chernobyl: le ultime notizie sul reattore nucleare nella zona a rischio di sostanze radioattive

L’eroe in questione è il drone chiamato Elios 2, il quale ha confermato l’assenza di scorie nucleari nel reattore cinque per la prima volta dal disastro del 1986. Ma non è la prima volta. Nel 2019 i piloti di Flyability (produttori del velivolo) avviarono una missione presso la centrale nucleare di Chernobyl, ma non effettuarono alcuna ricerca sulla presenza di scorie.

Questa volta l’obiettivo è chiaro: ricercare eventuali barre di combustibile nucleare rimaste nel reattore. Grazie alle sue telecamere Elios 2 è in grado di comunicare agli esperti le informazioni utili per capire quando attuare la manutenzione dell’impianto. “La missione di Chernobyl è stata stressante, perché il muro che dovevamo sorvolare era alto 70 metri, quindi non c’era modo di riavere il drone se il segnale fosse stato perso“, ha comunicato il responsabile.

Per fortuna la missione è andata a buon fine: il drone ha effettuato molte immagini al reattore raccogliendo dati sufficienti per confermare l’assenza di scorie nucleari all’interno della struttura.

 

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