cashback le commissioni sono tropoo care per i negozianti

Con l’arrivo del Cashback di Stato, tutti i cittadini italiani possono richiedere il rimborso pari al 10% sui pagamenti elettronici effettuati. Si tratta di una manovra proposta dal Governo Italiano per incentivare i pagamenti contacless e per contenere l’evasione fiscale ma, in questo contesto, non bisogna dimenticare i negozianti. Con i vari pagamenti elettronici e contactless (come bancomat, POS, carte di credito, ecc) sono comunque presenti delle commissioni che ad oggi risultano ancora troppo care per i negozianti.

 

Le commissioni per i pagamenti elettronici sono ancora troppo care per i negozianti

Secondo gli ultimi dati emersi, per i negozianti il Cashback di Stato potrebbe avere ancora più successo se le commissioni per i pagamenti elettronici fossero più contenute. Tuttavia, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, l’Italia è uno dei paesi europei con le commissioni più basse, pari all’1.1%. Altri paesi come Regno Unito e Olanda, ad esempio, hanno come quota media a carico degli esercenti sulle transazioni rispettivamente l’1,3% e l’1,5%.

Nonostante questo, i vari circuiti di pagamenti elettronici stanno proponendo ai negozianti alcune offerte e riduzioni per venire incontro a questa situazione. Nexi, ad esempio, ha già confermato che estenderà il rimborso delle commissioni sui pagamenti fino a 10 euro fino al prossimo anno. Come dichiarato da Enrico Trovati, ovvero il direttore della società, “nel caso del cashback il Governo ha voluto favorire in prima istanza i consumatori visto che già da mesi è attivo in favore dei merchant il credito di imposta del 30% sulle commissioni pagate dai commercianti per accettare pagamenti digitali. Il tax credit può essere usato in compensazione con il modello F24 a partire dal mese successivo a quello della transazione. Quanto alla lotteria degli scontrini, che comporta la necessità di aggiornare il proprio registratore di cassa, consentiremo ai clienti di averlo gratuitamente”.