dvb t2

Con il nuovo Digitale Terrestre 2.0 stanno per cambiare parecchie cose. Il processo di aggiornamento dei canali ha già iniziato a prendere piede da Giugno nella zone del Nord Italia. Entro un biennio si confermerà per tutti. I clienti sono chiamati a predisporre le nuove apparecchiature per la ricezione di RAI e Mediaset mentre nel frattempo le frequenze in uso verranno cedute progressivamente alla rete 5G Italiana. Ecco cosa bisogna fare.

 

DVB T2: cosa fare per aggiornare i canali in arrivo

Arrivano i nuovi canali HD veicolati da un nuovo metodo di trasmissione che rende obsoleti gli attuali decoder digitali in uso presso le abitazioni degli utenti. In particolare si introduce il codec HEVC su una nuova frequenza operativa superiore che garantisce la massima qualità degli stream a livello nazionale.

Per essere certi di non incorrere nel blocco delle trasmissioni con audio e video non disponibili occorre effettuare un semplice test gratuito o scomodare la scheda tecnica del costruttore del vostro televisore. Nel primo caso la questione si chiude con la consultazione dei canali 100 e 200 dell’attuale sistema. Da qui si può ottenere esito negativo o positivo. Nell’ultimo caso non c’è bisogno di fare nulla. Nell’ipotesi negativa, invece, bisogna cambiare decoder o TV scegliendo opportunamente.

Il decoder DVB T2 garantisce piena compatibilità anche verso i vecchi televisori. Quelli minuti di pannello in bassa definizione potranno comunque ricevere i canali ma con una qualità più bassa. La spesa, generalmente variabile da 25 a 50 euro, è sostenuta in tutto o in parte dai nuovi Bonus TV del MISE che si ottengono redigendo il modello ISEE da presentare in negozio. Il cambio TV, invece, non è soggetto a incentivo con la spesa che resta a carico nostro. In tal caso avremo comunque la certezza dell’alta definizione ed il completo supporto al DVB T2 su tutta la linea.