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Imposta di bollo sui conti correnti: ecco i casi in cui non si deve pagare

scritto da Filippo Ferrante 26/08/2020 0 commenti 2 Minuti lettura
conto corrente
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Il conto corrente è un elemento sempre più importante nelle nostre vite. A dimostrarlo è l’aumento dei pagamenti virtuali tramite bancomat o carte di credito. Le banche più disparate e Poste Italiane ogni giorno si fanno la guerra per cercare di avere il prezzo più basso o l’offerta più vantaggiosa legata all’apertura di un conto corrente e al suo possesso.

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Ma i costi nascosti e le imposte sono sempre dietro l’angolo. Vediamo insieme come funziona.

 

L’imposta di bollo sul conto corrente

La legge non prevede esattamente la presenza di un’imposta di bollo, bensì essa è legata all’invio annuale degli estratti conto. Per questo in pratica l’imposta di bollo diventa una tassa di possesso del conto, dato che non è possibile annullare l’invio dell’estratto conto.

L’imposta di bollo si paga il 31 dicembre di ogni anno e viene automaticamente prelevata dal conto dal proprio istituto di credito. L’utente non dovrà occuparsi di nulla, poiché la procedura avverrà in automatico.

Esistono due diverse tipologie di quota:

  • La quota per utenti privati, che ammonta a 34,20€ annuali;
  • La quota per utenti commerciali, che ammonta a 100€ annuali.

 

Quando pagare l’imposta di bollo

Come detto in precedenza, l’imposta di bollo è obbligatoria e si applica a tutti i conti correnti che nell’arco dell’anno superano la giacenza media di 5.000€. Lo stesso vale per due conti correnti separati intestati alla stessa persona presso la stessa banca: se si ha due conti, uno con 3.500€ e l’altro con 2.500€, la somma fa 6.000€, l’utente pagherà l’imposta di bollo, anche se i conti sono separati. Se invece si possiede due conti separati in due banche diverse, allora il discorso cambia. Se si supera la giacenza media di 5.000€ su ogni singolo conto corrente, si pagherà l’imposta di bollo due volte; nel caso in cui si superi su un solo conto corrente si pagherà una volta e se non si supera su nessuno non si paga affatto.

 

Come fare per non pagare l’imposta di bollo?

Per prima cosa, bisogna fare attenzione a non superare la giacenza media di 5.000€ annuali. Per calcolarla verrà presa la giacenza media giornaliera di ogni giorno dell’anno, sommata a tutti i giorni e divisa per 365. Il calcolo non è semplice, ma state tranquilli: se ne occuperà la vostra banca in maniera del tutto automatica.

Un altro modo è quello di stipulare un contratto con la banca per un conto a zero spese. In questo caso non sarete esentati dal pagamento dell’imposta, ma sarà la stessa banca a versarla al posto vostro.

Infine, l’ultimo metodo per non pagare l’imposta di bollo è quello di stipulare un contratto per un conto corrente base. Al momento della firma, occorre presentare il proprio ISEE: se è inferiore a 7.500€ sarete esentati dal pagamento dell’imposta di bollo. Occorre considerare però che se stipulate un contratto di questo tipo, avrete a disposizione un numero limitato di operazioni tramite sportello o internet.

Valutate accuratamente come investire i vostri risparmi, magari investendo in forme alternative, come ad esempio i buoni fruttiferi. Se intendete risparmiare l’imposta di bollo, dovrete munirvi di pazienza e prestare attenzione ai guadagni e alle spese, cercando di non sforare la giacenza media prevista per legge.

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Filippo Ferrante

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