Lo tsunami in Alaska del 2025 è entrato ufficialmente nella storia come uno degli eventi più estremi mai documentati in epoca moderna. Una frana di proporzioni gigantesche ha scatenato un’onda colossale all’interno di un fiordo, con effetti che si sono protratti per un tempo sorprendentemente lungo. Gli scienziati che hanno studiato il fenomeno lo hanno classificato come il secondo tsunami più grande mai osservato nella storia recente, e i dettagli emersi dalla ricerca sono a dir poco impressionanti.
Una frana gigantesca nel fiordo di Tracy Arm
Tutto è partito da un evento franoso di dimensioni enormi che ha colpito il fiordo di Tracy Arm, una zona dell’Alaska situata nelle vicinanze del ghiacciaio South Sawyer. Quando una massa di roccia e detriti così imponente precipita in uno specchio d’acqua confinato come un fiordo, il risultato è devastante. L’acqua, non avendo spazio per disperdersi, viene compressa e spinta verso l’alto con una violenza difficile da immaginare. Ed è esattamente quello che è successo. L’onda generata dalla frana ha raggiunto proporzioni tali da far guadagnare a questo tsunami un posto nella classifica degli eventi più catastrofici del genere mai registrati dall’umanità.
Il fiordo di Tracy Arm è un ambiente naturale stretto e profondo, circondato da pareti rocciose imponenti. Proprio queste caratteristiche morfologiche hanno amplificato enormemente la potenza dell’onda. Non si tratta dello stesso tipo di tsunami che si genera in mare aperto a causa di un terremoto sottomarino. Qui la dinamica è completamente diversa: è la caduta improvvisa di materiale solido nell’acqua a creare il fenomeno, e le pareti del fiordo funzionano come un imbuto naturale che concentra tutta l’energia in uno spazio ristretto.
Oscillazioni durate quasi un giorno intero
Uno degli aspetti più sorprendenti emersi dalla ricerca scientifica dedicata a questo evento riguarda la durata delle conseguenze. Le oscillazioni dell’acqua provocate dallo tsunami non si sono esaurite in pochi minuti, come ci si potrebbe aspettare. Al contrario, hanno continuato a manifestarsi per quasi un giorno intero. Questo significa che il fiordo ha funzionato come una sorta di vasca naturale in cui l’energia dell’onda ha rimbalzato avanti e indietro per ore e ore, senza riuscire a dissiparsi completamente.
Fenomeni del genere, tecnicamente noti come seiche, sono ben conosciuti dalla comunità scientifica, ma osservarli su questa scala temporale e con questa intensità resta un fatto eccezionale. Lo tsunami in Alaska del 2025 ha fornito ai ricercatori una quantità enorme di dati utili per comprendere meglio come si comportano queste onde in ambienti confinati, e soprattutto per valutare i rischi legati a frane in prossimità di corpi d’acqua in contesti simili.
Il secondo più grande nella storia moderna
La classificazione ufficiale parla chiaro: questo tsunami è stato riconosciuto come il secondo più grande mai osservato nella storia moderna. Un primato che colloca l’evento del fiordo di Tracy Arm subito dietro a pochissimi altri episodi documentati, tutti accomunati da circostanze geologiche particolarissime. L’Alaska, del resto, non è nuova a fenomeni di questo tipo. La regione è geologicamente attiva, ricca di ghiacciai in fase di ritiro e di pendii instabili che possono cedere con poco preavviso.
