Riportare in vita dei microbi sembra essere rischioso, soprattutto se questi risalgono a 100 milioni di anni orsono e potrebbero celare delle insidie inaspettate. Un team di studiosi, in ogni caso, ha accettato la sfida e l’ha portata persino a termine in maniera egregia grazie ad un lavoro ormai durato diversi anni e che ha visto lo studio di numerosi sedimenti marini.

Raccolti nel sud del Pacifico, i microbi di cui i gruppi di ricercatori si sono impegnati in questo arco temporale risultavano essere dormienti ormai da un pezzo… Persino da prima dell’era dei dinosauri: scopriamo i dettagli!

Scienza e microbi: le scoperte delle ultime settimane

Iniziata con lo scopo di verificare se forme di vita potessero vivere in ambienti ostili come alcuni fondali dell’oceano Pacifico, la ricerca che ha portato alla luce tali microbi dormienti ha svelato che sì: anche in mancanza di numerosi nutrienti alcune forme di vita possono preservarsi per moltissimi e moltissimi anni.

Prelevati dal fondale, dunque, questi microbi sono stati inseriti in ambienti favorevoli all’interno dei laboratori ed è proprio qui che gli stessi si sono “risvegliati“, abbandonando il loro sonno durante milioni di anni e riprendendo le loro funzioni al 100%. A tal proposito, ora, la ricerca è interessata a capire un unico punto: i microbi sono rimasti allo stato primordiale o sono versione evolute?