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La corsa allo spazio si sta facendo sempre più calda, una seconda generazione. La prima è quella che si è vista mezzo secolo fa tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica. A questo giro invece le parti in causa sono molte di più e l’Unione Europea non vuole rimanere indietro. A dirlo è il capo delle operazioni in tal senso, Thierry Breton.

Nell’intervista rilasciata a Reuters vengono individuati diversi concorrenti. Uno è ovviamente SpaceX, una compagnia privata che nell’ultimo decennio ha fatto passi da gigante in tal senso. Uno dei successi più grandi è sicuramente la creazione di un razzo riutilizzabile potenzialmente all’infinito.

L’altro grande concorrente è la Cina. La super potenza economica ha investito molto nell’ultimo periodo tanto che ha già in programma di colonizzare sia la Luna che Marte. In sostanza, l’UE e l’ESA non vogliono rimanere a guardare e cercheranno di tagliarsi un profilo di primo piano.

 

Lo spazio e i progetti dell’UE

Uno dei progetti più importanti che sta venendo portato avanti è il sistema di navigazione satellitare Galileo. Lo sviluppo dei satelliti durerà ancora tre anni, fino al 2024. In aggiunta, c’è il desiderio di stanziare un miliardo di euro con Arianespace, uno startup privata. Ci sono anche altri progetti i quali sembrano attualmente più o meno da mettere in secondo piano.

Detto questo, l’UE ha da recuperare molta strada rispetto agli Stati Uniti, alla Russia e alla Cina. Avere un proprio sistema satellitare privato sarebbe un buon punto di partenza, ma serve avere a disposizione anche di razzi affidabili, e considerato che SpaceX ha alzato il livello degli standard, anche riutilizzabili.