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Il prossimo campo di battaglia in cui Huawei e gli Stati Uniti potrebbero scontrarsi è TSMC, il produttore di semiconduttori di Taiwan. Da tempo il governo statunitense sta facendo pressione su tale società e uno degli incentivi si sta palesando sempre più. Stanno pianificando di costruire un impianto da diversi miliardi di dollari in Arizona.

Si tratta di una mossa con risvolti enormi. Ufficialmente sembra che il progetto sia stato messo in piedi per creare posti di lavoro e produrre componenti sensibili a livello di sicurezza nazionale, due aspetti su cui Trump si è mosso fin dall’inizio. Cosa c’entra Huawei in tutto questo però?

Il colosso cinese progetta da sé i processori che sfrutta per gli smartphone, i Kirin, ma la produzione è affidata principalmente, se non quasi completamente, a TSMC. Senza di essa, dovrebbe guardare verso altre fonderie, e di questa qualità non ce ne sono. Un progetto del genere potrebbe fare leva sul produttore per tagliare i propri accordi con la società cinese.

 

Gli Stati Uniti e Huawei: una lotta continua

L’ipotesi che questo accordo nasca anche per motivi straordinari rispetto ai due sopracitati, deriva proprio dalle modalità con cui sta venendo messo in piedi. L’impronta del governo è palesa con anche diversi incentivi. L’amministrazione Trump si è sempre mossa in modo contrario. Ha facilitato si la situazione, ma non ha mai agito direttamente per sostenere una società piuttosto che un’altra.

Poter avere delle leve da usare su TSMC sarebbe un passo avanti di proporzioni notevoli. Huawei ormai deve proseguire senza poter usare Android, soprattutto visto che il divieto è appena aumentato di un altro anno. Dover pensare di cambiare produttore di chip sarebbe disastroso.