La rapida diffusione delle auto elettriche in Cina non starebbe cambiando soltanto il mercato automobilistico, ma avrebbe già prodotto effetti concreti sulla salute pubblica. A sostenerlo è un nuovo studio pubblicato su Nature Health, secondo cui l’aumento dei veicoli elettrici e a basse emissioni avrebbe contribuito a ridurre significativamente l’inquinamento atmosferico nelle città cinesi.
I risultati emersi sono particolarmente rilevanti perché collegano direttamente la crescita della mobilità elettrica a un calo delle morti premature associate allo smog.
Lo smog diminuisce grazie ai veicoli elettrici
Secondo lo studio, la diffusione dei cosiddetti NEV (New Energy Vehicles), categoria che comprende auto elettriche e altri veicoli a basse emissioni, avrebbe permesso di evitare circa 262.000 morti premature non accidentali.
I ricercatori hanno esaminato dati provenienti da 150 città cinesi, combinando osservazioni satellitari ad alta risoluzione con sistemi di machine learning per analizzare gli effetti della transizione energetica sulla qualità dell’aria.
Le conclusioni mostrano miglioramenti significativi: le concentrazioni di PM2.5, tra le polveri sottili più pericolose per la salute, sarebbero diminuite del 23,80%, mentre il monossido di carbonio avrebbe registrato una riduzione del 30,67%.
Benefici registrati anche con una rete elettrica alimentata dal carbone
Uno degli aspetti più interessanti riguarda il contesto energetico cinese. Nonostante gran parte dell’elettricità del Paese venga ancora prodotta tramite centrali a carbone, gli effetti positivi sulla qualità dell’aria urbana sarebbero comunque evidenti.
Negli ultimi anni il mercato automobilistico cinese ha vissuto una trasformazione molto rapida: le vendite di veicoli con motore termico sono diminuite del 37%, mentre le immatricolazioni di veicoli elettrici hanno ormai superato il 50% del totale.
Secondo i ricercatori, i benefici non sono però distribuiti in modo uniforme. Le città più ricche e sviluppate avrebbero registrato miglioramenti maggiori, mentre restano ancora aperte alcune criticità.
Ad esempio, il calo del biossido di azoto (NO2) e delle particelle più grandi rispetto alle PM2.5 sarebbe stato limitato, soprattutto per via della presenza di mezzi pesanti alimentati a diesel, ancora poco coinvolti nel processo di elettrificazione.