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Smart City, letteralmente città intelligente, descrive la fusione piuttosto radicale e futuristica tra una città e la tecnologia. Tra le Smart City targate Google c’era Toronto, progetto adesso in sospeso a causa del Covid-19.

Daniel L. Doctoroff, CEO di Sidewalk Labs (società detenuta dalla società madre di Google Alphabet Inc.) ha dichiarato in un post sul blog che “non perseguirà più il progetto Quayside“. Doctoroff ha affermato che il motivo è la pandemia del Coronavirus, che porta ad “un’incertezza economica senza precedenti [che] si è diffusa in tutto il mondo“. Il progetto, che avrebbe coinvolto 12 acri, è diventato “troppo difficile”. Questo dopo che Google ha ridimensionato la sua proposta originale con 190 acri.

Credo che le idee che abbiamo sviluppato negli ultimi due anni e mezzo daranno un contributo significativo al lavoro per affrontare i grandi problemi urbani. In particolare nei settori dell’accessibilità economica e della sostenibilità“, ha anche affermato Doctoroff.  Le innovazioni includevano tettoie a scomparsa, piste ciclabili riscaldate, percorsi pedonali che scioglievano la neve, ed edifici che bloccano il vento in inverno. Tuttavia, molti hanno criticato le intenzioni di Google.

Smart City e Covid-19: annullato il progetto di Google per rendere Smart la città di Toronto

Lo scorso anno il capitalista statunitense Roger McNamee ha dichiarato che: “Il progetto di smart city sul lungomare di Toronto è la versione più evoluta fino ad oggi del capitalismo” e ha suggerito che Google avrebbe usato “algoritmi e strategie per influenzare il comportamento umano in modo da favorire i suoi affari”. “Indipendentemente da ciò che Google offre, il progetto per Toronto è una visione distopica che non ha posto in una società democratica”.

L’anno prima Jim Balsillie, co-fondatore della società dietro BlackBerry, Research in Motion, dichiarò che il progetto era “un esperimento colonizzante che tentava di risolvere importanti questioni urbane, civili e politiche”. Sidewalk Labs aveva precedentemente affermato che i “dati urbani” raccolti non sarebbero stati condivisi da terzi“. In una recente intervista sulla chiusura del progetto John Tory, sindaco di Totonto, ha dichiarato di essere deluso ma che “tutti hanno agito in buona fede anche se il progetto è partito male“. Tutte queste vicende portano tuttavia a pensare che il Covid-19 sia una delle cause ma non la vera ed unica causa.