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Il Decreto “Liquidità” legiferato dal Governo Conte per sostenere le imprese attraverso l’intermediazione delle banche è un flop totale. I 400 miliardi che gli istituti bancari avrebbero dovuto erogare agli imprenditori che ne avrebbero fatto richiesta sembrano immobilizzati in un limbo. Tutto ciò nonostante le banche abbiano ricevuto liquidità illimitata e a costi negativi dalla BCE e gli stessi requisiti relativi al prestito risultino notevolmente ammorbiditi.

Coloro che si erano immaginati di ottenere un prestito ad un tasso bassissimo ed in poche ore si sono dovuti ricredere presto. Infatti, la richiesta di documentazione che le banche hanno rivolto agli imprenditori al momento della richiesta, è fittissima. Tra i requisiti richiesti, le motivazioni sul perché si faccia domanda di prestito, la solidità finanziaria dell’azienda che si possiede e la propria affidabilità creditizia. Step non sempre facili da superare soprattutto perché molto spesso si è reduci da una situazione economica tutt’altro che fiorente.

Quali motivazioni spingono le banche ad ostacolare la richiesta di prestito?

La ragione per cui la richiesta di requisiti affidabili è così serrata anche in un momento come questo, si lega al “passato” creditizio degli istituti bancari. E’ storia di pochi anni fa che le banche, causa la dissolutezza di molti debitori, si siano ritrovati con una falla nel bilancio dei prestiti. Nel 2016 la situazione è quasi arrivata al collasso con un ammontare di 360 miliardi di euro di crediti deteriorati. Una situazione che è esplosa in quest’annata ma che si trascinava da oltre un quinquennio.

Infatti la crisi del 2008 che vide le banche intervenire massicciamente con lo strumento del prestito, ebbe come risultato che un credito bancario su cinque non venisse restituito. La prudenza di oggi dunque va vista in quest’ottica e la resistenza delle banche a concedere i prestiti tanto pubblicizzati dal governo si giustifica così. Certo è che se non fluisce la giusta liquidità alle imprese sarà difficile per l’imprenditoria, cuore pulsante della nostra economia, andare avanti.