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Il Coronavirus non ferma la produzione automotive italiana

L’epidemia dilagante di Coronavirus (anche conosciuto come Covid-19) sta diventando sempre più seria ogni minuto che passa. Il Governo Italiano ha deciso di intervenire direttamente con delle misure che hanno come obiettivo quello di ridurre la diffusione e il propagarsi dei contagi.

Le misure sono molto restrittive soprattutto nelle “zone rosse” ossia gli epicentri di importanti contagi. Regioni come Piemonte, Lombardia, Veneto e Emilia Romagna sono sotto controllo e le attività produttive bloccate o, dove possibile, si opera in smart working.

Purtroppo però, non tutte le attività possono essere svolte da casa e a farne i conti sono soprattutto i grandi brand automotive. Al momento, il gruppo FCA non ha confermato le misure prese per la salvaguardia dei propri dipendenti, ma le principali fabbriche sono tutte al di fuori delle “zone rosse”.

Ferrari e Maserati lottano contro il Coronavirus

Situazione diversa per Maserati che ha come sede principale Modena, quindi in piena area bloccata. L’azienda ha deciso di operare in smart working con tutto il personale non strettamente necessario. Tuttavia, restano attivi in sede circa 1300 dipendenti il cui lavoro in fabbrica è imprescindibile.

Lo stesso discorso vale anche per Ferrari che ha confermato tramite il proprio sito, di aver provveduto ad attuare tutte le misure previste dal Decreto Ministeriale. In questo modo, sottolinea l’azienda, è possibile svolgere l’attività lavorativa nelle migliori condizioni possibili e di conseguenza garantire la continuità operativa.

L’azienda del Cavallino Rampante manterrà una costante comunicazione con i propri fornitori per mantenere attiva la supply chain. Inoltre è attivo anche un collegamento con le autorità per adeguarsi alle nuove ed eventuali misure che si renderanno necessarie.

Per tutte queste aziende, la salute e il benessere dei propri dipendenti sono la priorità assoluta e tutte le misure sono state prese per garantire i diritti dei lavoratori.

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Pubblicato da
Alessio Amoruso