coronavirus intelligenza artificiale

Non si tratta di un’ipotesi fantascientifica quando diciamo che l’intelligenza artificiale potrebbe risolvere l’epidemia di coronavirus, poiché un team internazionale di ricercatori sta conducendo da giorni esperimenti con degli algoritmi potenziati dal machine learning per isolare e battere il virus.

Nel calderone enorme d’informazioni, news dati e metadati, le AI dovranno scremare quelle utili a tracciare e geolocalizzare l’evoluzione dell’epidemia. Uno degli autori del progetto è John Brownstein della Harvard Medical School: l’uomo è specializzato nell’analisi dei big data e con i suoi colleghi sta tracciando le righe di codice che possano bloccare la diffusione del Coronavirus.

 

Coronavirus: l’Intelligenza artificiale pronta a battere il Virus

Il software su cui si basa l’intelligenza artificiale sta raccogliendo tutte le correlazioni tra zone geografiche, sintomi del coronavirus e altri dati estrapolati da chat e social network. Sono algoritmi ultra complessi che riproducono il linguaggio naturale, tali da poter distinguere tra i post di fake news e quelli in cui sono le persone contagiate cercano soluzioni alla loro condizione di salute.

Gli stessi ricercatori sono i primi ad ammettere che i modelli imparati attraverso l machine learning non bastano alle AI per abbracciare tutte le casistiche, ma ogni volta vanno aggiornati a mano. Tuttavia riconoscono che il ricorso a queste tecniche può fornire agli epidemiologi un formidabile strumento per scovare perfettamente il virus e destinarvi il personale sufficiente. 

Ad ogni modo Alessandro Vespignani, docente alla Northeastern University, non nasconde i propri dubbi circa la possibilità che gli strumenti AI più avanzati siano in grado di identificare nuovi casi di Coronavirus in America semplicemente scandagliando i social e le news. È un compito molto oneroso che non sempre da i suoi frutti.