Il concetto di mobilità sostenibile sta sempre più entrando nel dibattito pubblico, che man mano sta accrescendo il proprio interesse verso le problematiche legate al riscaldamento globale e alla deforestazione. Come si può leggere dal sito ufficiale del Parlamento Europeo, una statistica elaborata e pubblicata lo scorso marzo ha individuato nel settore dei trasporti il responsabile di oltre il 30% delle emissioni di CO2. Di questa quota, più del 72% proviene dal trasporto stradale.

Appare chiaro che una mobilità come quella a cui siamo abituati vada profondamente ripensata in vista del prossimo futuro. Attualmente, già la diminuzione dei motori a benzina circolanti – sostituiti dal diesel – rappresenta un segnale interessante, ma non è sufficiente dal momento che anche il motore a diesel va a sfruttare un’energia non pulita e non rinnovabile.

Mobilità del futuro: c’è un’alternativa al diesel?

A questo punto sarebbe dunque legittimo domandarsi se l’elettrico possa costituire una valida alternativa. Siamo infatti persuasi dal pensiero che le auto elettriche producano zero emissioni, ma un recente studio ha fatto luce su questa considerazione comune. Smentendola, per una serie di ragioni.

La più importante si basa sul Life Cycle Assessment, un complesso approccio che va a ponderare non solo la CO2 emessa in fase di utilizzo (che effettivamente corrisponde a zero), ma anche la produzione di inquinamento nel processo di fabbricazione delle componenti e delle auto. Ecco che lo specchietto per le allodole dell’energia pulita si infrange in un baleno.

Diesel vs Elettrico? La sfida del futuro include un altro carburante

In futuro, probabilmente, la sfida fra diesel ed elettrico non sarà più centrale nel dibattito sulle tipologie di carburanti. Il nuovo volto della mobilità, infatti, prevederà l’utilizzo di un’alternativa differente: il motore a idrogeno. Esso potrà essere impiegato sui motori a combustione HiCEV ed anche in quelli elettrici di tipo FCEV in combinazione con l’ossigeno.

Attualmente, però una simile soluzione appare ancora lontana, dal momento che una delle poche auto a idrogeno in commercio corrisponde alla Toyota Mirai, e il suo costo si aggira sui 70.000 euro. Il costo di questa tecnologia pone dunque un grosso problema di accessibilità per il cittadino medio, oltre alla scarsa diffusione dell’auto in questione nell’area europea.