ibernazione viaggio su marte

Presto l’umanità sarà in grado di visitare pianeti oltre i confini del nostro sistema solare, raggiungere le stelle più lontane e assistere a fenomeni cosmici che ad oggi possiamo solo ipotizzare. Tuttavia siamo esseri umani fatti di carne e ossa, e la nostra specie necessita di determinate soluzioni per avventurarsi nello spazio magari verso Marte.

Per affrontare infatti viaggi lunghi forse l’unica soluzione è progettare proprio l’ibernazione dell’equipaggio dell’astronave: gli astronauti entrerebbero così in uno stato di “animazione sospesa” in modo da risparmiare cibo, ossigeno e prevenire l’invecchiamento prima di arrivare a destinazione.

Se pensate che abbiamo visto troppi film di fantascienza, sappiate che l’ESA sta realmente valutando questa tecnologia per le future missioni dirette su Marte e altri pianeti del sistema solare. Tuttavia se l’ibernazione garantisce una serie di vantaggi non è ancora sicura al 100%, e se in natura esistono alcuni casi di animali che scelgono di abbassare la temperatura corporea fino a pochi gradi sopra quella ambientale, l’essere umano non possiede queste capacità.

 

Marte: l’equipaggio arriverà sul pianeta grazie all’ibernazione

In medicina si è già testato con successo l’induzione di uno stato di “ipotermia terapeutica” mediante particolari tecniche che assicurano il successo di operazioni chirurgiche che comporterebbero eventuali danni ai tessuti. Ma la condizione di stasi può attualmente mantenersi solo per due giorni, altrimenti sopraggiungono gravi complicazioni per la salute.

Esiste comunque un programma spaziale di ricerca finanziato dall’ESA chiamato SciSpacE, il quale ha come obiettivo l’ampliamento delle conoscenze future intorno al concetto d’ibernazione, così che le missioni a lungo termine nello spazio non saranno più una chimera. A livello pratico gli astronauti dovrebbero fare come gli animali prima del letargo e accumulare peso corporeo sotto forma di grasso. Nelle capsule in criostasi poi dovrebbero assumere una combinazione di farmaci a basse temperature per superare il viaggio.

Se ciò fosse possibile già applicarlo alle missioni spaziali verso una colonizzazione del Pianeta Rosso, si potrebbe ridurre notevolmente il consumo di cibo e acqua risparmiando moltissimo spazio all’interno dell’astronave. Un altro tema che va di pari passo al viaggio in animazione sospesa è la realizzazione di schermi attorno alle capsule, o scudi, che possano proteggere gli astronauti dalle radiazioni spaziali e dai pericolosi raggi cosmici.

Infine, le mansioni interne all’astronave verrebbero gestite da un computer con intelligenza artificiale senziente in grado di operare autonomamente e reagire ad eventuali imprevisti.