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Difficile credere che una società come Boeing possa aver deliberatamente deciso di non ascoltare i propri piloti, ma è così. Nuove prove inchiodano infatti il colosso americano, che sarebbe stato a conoscenza dei difetti del sistema MCAS già dal 2016. La morte di 346 persone a causa di un guasto sul 737 Max si sarebbe quindi potuta ufficialmente evitare.

La FAA è venuta recentemente in possesso di alcune dichiarazioni che fino ad oggi l’azienda americana avrebbe tentato di tenere nascoste. Ben due anni prima dei tragici incidenti infatti Mark Forkner, pilota collaudatore del 737 Max, aveva espresso alcuni dubbi sul comportamento del velivolo. Quest’ultimo si sarebbe confidato con un collega e le sue affermazioni sarebbero state annotate in un verbale.

Si tratta di un fatto grave, in netta contrapposizione con quanto affermato dall’azienda stessa nel corso dei mesi scorsi. Boeing ha infatti negato più volte di essere a conoscenza della pericolosità del suo sistema anti-stallo.

Boeing: la verità nascosta avrebbe salvato 346 persone

In questi giorni emergono nuove scottanti rivelazioni sulla vicenda del Boeing 737 Max. Sembrerebbe infatti che la FAA abbia acquisito delle prove datate novembre 2016, che confermerebbero che l’azienda americana era a conoscenza dei difetti del sistema MCAS già prima dell’incidente in Indonesia.

Uno dei piloti che collaboravano per la realizzazione del 737 Max, Mark Forkner, aveva infatti espresso i suoi dubbi sul nuovo sistema anti-stallo. In particolare aveva riportato un comportamento imprevedibile e caotico avuto durante le sue simulazioni di volo. Queste preoccupazioni erano poi state riportate ad un suo collega e messe a verbale.

Nella conversazione Forkner afferma: Sicuramente sono io che faccio schifo a pilotare, ma anche in quel caso c’è un problema ed è grave. Questo è poi seguito dall’ammissione di aver mentito involontariamente all’autorità circa la sicurezza del sistema, probabilmente riferendosi all’MCAS.

Si complica quindi la situazione di Boeing, chiamata in causa dalla FAA a fine mese. Lo stesso CEO, Dennis Muilenburg, si troverà a testimoniare di fronte a ben due commissioni d’inchiesta il 29 e 30 ottobre. Resta quindi incerto il futuro del 737 Max, che avrebbe dovuto ricevere a breve la nuova certificazione per tornare a volare.