boeing 737 max

Un Boeing 737 Max pochi mesi fa, subito dopo il decollo, si è schiantato in Etiopia, all’aeroporto di Nairobi in Kenya. La notizia ha fatto il giro del mondo in poche ore. A seguito dell’incidente sono morte ben 157 persone che erano a bordo del velivolo.
La cosa più inquietante è che l’incidente è avvenuto pochi mesi dopo che un precedente Boeing 737 Max si era schiantato in Indonesia, uccidendo i 189 passeggeri a bordo.

Il responsabile degli incidenti, dalle indagini condotte dopo lo schianto, è il sistema anti-stallo denominato MCAS.
Al momento però Boeing dichiara di aver sistemato tale software.
Le modifiche saranno a breve rese ufficiali al FAA (Federal Aviation Administration). Non sarà facile, ma l’azienda deve convincere le compagnie e gli utenti a fidarsi nuovamente dei propri velivoli.

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Boeing non avvertì le compagnie del segnale spento

Il sistema di sicurezza che gestiva il malfunzionamento ai sensori posti sul muso del 737 Max era stato sempre disattivato fino all’incidente in Indonesia.
L’azienda americana non avvertì però, le compagnie, di tale malfunzionamento.
A rivelarlo il noto Wall Street Journal. La FAA e la Southwest (compagnia partner di Boeing) non sapevano delle modifiche effettuate dall’azienda sul sensore posto sul muso dell’aereo. Soltanto dopo l’incidente del Boeing in Indonesia, l’azienda ha avvertito del segnale spento la compagnia Southwest.