Wind Tre

I primi risultati del 2018 sull’andamento di Wind Tre segnalano che in Italia il calo costante dei loro clienti si è pian piano attenuato. Negli ultimi mesi dello scorso anno, quindi, Wind Tre ha ripreso a salire la china, anche se il calo dei clienti è stato dell’8% su base annua. A livello europeo, fotografando lo stato dell’operatore al 31 dicembre 2018, il calo si è attenuato al 4% nel 2018, grazie alla maggiore acquisizione di clienti in Svezia, Danimarca, Austria e Irlanda.

Il calo degli utenti per la telefonia mobile dei due brand è circa all’8%, convertendo questi numeri in 27 milioni di SIM tra fisso e mobile. Proprio il comparto degli smartphone ha subito il maggior numero di perdite in percentuale (-11%) dovuta alla concorrenza spietata e inesorabile di Iliad.

 

L’effetto Iliad su Wind Tre

Anche se non citata direttamente nel report, la concorrenza aggressiva sui prezzi inaugurata dal nuovo operatore entrante Iliad ha dato una spinta decisiva. Le perdite in numero di clienti sono diminuite nell’ultimo trimestre 2018, con un tasso di abbandono che è passato dal 3,3% al 2,7% e che viene definito “incoraggiante”.

Se si guarda invece ai clienti attivi, nel mobile scende a 24.456.000: una diminuzione su base annua dell’8%. Per quanto riguarda invece il segmento fisso, alla fine dello scorso anno Wind Tre contava 2,7 milioni di clienti.

Anche l’ARPU (ovvero i ricavi medi per unità) risulta in contrazione a 11,44 euro (-9% su base annua), con 10,32 euro per quanto riguarda le ricaricabili e 14,54 euro per gli abbonamenti. In calo anche il margine medio netto per utente attivo (Net AMPU), che scende dell’11% a 9,29 euro (8,12 euro per le ricaricabili e 12,54 euro per gli abbonamenti).

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