android app pericoloseAndroid è un sistema duttile e malleabile, perfetto per colmare la nostra quotidiana sete di personalizzazione. Il rovescio della medaglia si deve alla presenza di applicazioni che non fanno bene al telefono. Poco importa se abbiamo l’ultimo Note 9 o uno dei nuovi device in uscita, il risultato è sempre lo stesso: lo smartphone rallenta e si finisce per danneggiare memoria, processore e batteria.

Per evitare di cadere nell’inevitabile occorre prendere la situazione di petto, procedendo nel rimuovere subito queste 11 app nocive.

 

Play Multimediali

Non sono necessari, basta quello già presente sul telefono. Queste app consumano troppa batteria e sovraccaricano inutilmente il sistema. Meglio puntare a soluzioni stock come Google Play Music, tra le cui caratteristiche figura anche l’integrazione diretta con più piattaforme ed il supporto a tutti i codec audio oggi disponibili.

Se proprio Google Play Music non vi va a genio ricordate sempre: scegliete un solo lettore musicale. Installarne più di uno porta all’inevitabile conseguenza di una batteria che dura poco ed un processore che non offre le giuste performance per svolgere altre operazioni.

 

App per risparmiare batteria

Numerose app promettono di estendere la durata della batteria per ore ed ore. Uno specchio per le allodole. Nessuna applicazione può ridurre il consumo di batteria al punto da poter utilizzare il telefono per giorni. In questo caso è meglio affidarsi alla nostra guida per il corretto utilizzo dello smartphone Android. Solo in questo modo prolungheremo davvero l’autonomia.

In aggiunta è bene notare che da Android 8.0 Oreo in avanti Google ha disposto grandi ottimizzazioni a vantaggio del risparmio energetico. La situazione migliora nettamente anche con la release Android Pie, senza scaricare altre applicazioni inutili.

 

App per potenziare il telefono

Non fanno altro che intasare inutilmente tutto il sistema. CPU e memoria spendono molte più risorse del normale ed il risultato è un top di gamma con la velocità di un telefono da 50€. Sfruttiamo invece i tool integrati, come quelli concessi da Samsung con la sua ultima Experience UI e da tutti gli altri produttori.

 

App per ottimizzare le risorse

Come per il caso precedente siamo in presenza di soluzioni inutili. Promettono di eliminare dati superflui come cookie e file temporanei ma il loro unico scopo è quello di sovraccaricare il telefono incidendo in maniera marcata su CPU e memoria. Non è necessaria alcuna app. Chiudiamo semplicemente le app in background che non devono essere utilizzate nell’immediato, con particolare riguardo al browser web (consuma parecchie risorse).

 

App che promettono di aumentare la RAM

Più app aperte, meno memoria. Un’equazione che dovrebbe essere chiara a tutti quanti noi. Il risultato è che si finisce per scaricare la prima app che capita allo scopo di ottenere più RAM libera. Sbagliato. Basta premere sul pulsante del multitasking e chiudere tutte le app che non servono.

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Browser

Il browser richiede parecchie risorse per funzionare, oltre che la semplice connessione alla rete. Il risultato è che l’impatto su CPU, memoria e batteria rallenta il telefono. Praticamente la stessa situazione di cui si è parlato all’inizio per i lettori multimediali. Chrome è la scelta predefinita per tutti gli smartphone Android. Non mancano le alternativa, ma è importante scegliere uno ed un solo browser web.

 

Widget Android

I programmi ad accesso rapido sono indubbiamente comodi. Garantiscono una scorciatoia utile per la consultazione dei nostri promemoria, degli appuntamenti e dei tragitti di navigazione GPS. Il loro svantaggio è che consumano parecchia batteria. Quelli installati di default sono i peggiori e richiedono al telefono un intenso sforzo per aggiornare i dati. Si fa particolare riferimento ai widget meteo ed a quelli per la visualizzazione delle foto in modalità slideshow.

 

App che “raffreddano la CPU”

Nessun telefono ha un raffreddamento attivo. Una cosa che succede solo nei sistemi Desktop dove è possibile dimensionare opportunamente un sistema LCS o un’integrazione adeguata con ventole a tiraggio forzato. Tutt’al più, uno smartphone può disporre di un sistema passivo ad heatpipe in rame. Nulla di più. Allora, com’è possibile che il processore sia “raffreddato”. Non lo è. Le app che promettono miracoli non esistono.

 

Software antivirus

Un argomento piuttosto dibattuto. Sono utili, non sono utili? Noi siamo dell’ipotesi che facciano più male che bene. Un’affermazione che si rispecchia nell’impatto che queste app hanno sull’intero sistema. Meglio contare sul valido supporto Google Play Protect per l’analisi periodica delle app installate o da installare.

Inoltre, gli sviluppatori prevedono anche dei sistemi di sicurezza già inseriti quale personalizzazione dell’OS. Samsung, ad esempio, offre la suite 360 Security per l’analisi periodica ed in tempo reale del sistema.

 

Giochi Android

Graficamente appaganti, enormemente divertenti. Sono i giochi Android che possiamo scaricare dal Play Store. Ma in quanto a impatto sulle performance del telefono? Beh, tutt’altra storia. La CPU e la GPU sono costantemente impegnate e lo stress su memoria e batteria non è da meno. A tutto questo si aggiunge anche la rete, impegnata a garantire un gaming online fluido ed un sistema di notifica push degli eventi.

Blocchiamo o silenziamo le notifiche utilizzando i giochi in maniera più coscienziosa. Non avviamoli mai con caricabatteria inserito e preferiamo sempre ambienti che non ostacolino il normale flusso d’aria.

 

App preinstallate (bloatware)

Chiudiamo questa rassegna sulle app Android nocive con i bloatware, applicazioni preinstallate dal costruttore che altro non fanno che intasare il telefono rendendolo inutilizzabile. App che non apportano alcun beneficio all’esperienza utente e che potremo eliminare o  disabilitare seguendo questa semplice guida.

I nostri consigli ti sono stati utili? Quanto hai guadagnato in performance ed autonomia?