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Caso Occhionero: quando il cyber-spionaggio è bianco, rosso e verde

scritto da Federica Vitale 12/01/2017 0 commenti 2 Minuti lettura
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Occhionero, gli hacker italiani

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Un ingegnere nucleare italiano e sua sorella sono stati arrestati dalla polizia con l’accusa di condurre una massiccia operazione di cyber-spionaggio che hackerato le email di due ex primi ministri, alcuni cardinali del Vaticano e Mario Draghi, il presidente della Banca centrale europea. Questi rispondono ai nome di Giulio Occhionero e Francesca Maria Occhionero. I due hacker nostrani vivono nel Regno Unito, ma si ritiene che di recente siano tornati a vivere in Italia, dove sono stati arrestati con l’accusa di furto di segreti di stato e di hacking illegale.

Secondo gli investigatori, i due fratelli avevano forti legami con il movimento massonico e, presumibilmente, avrebbero sviluppato il software con il quale hanno infettato gli account di posta elettronica, consentendo loro di accedere alle informazioni.

Il “malware” in questione o il virus informatico è stato chiamato “Piramid Eye” – con un apparente riferimento alla occhio che tutto vede di Dio, o Eye of Providence, un simbolo spesso associato con la Massoneria e che appare sul dollaro statunitense. Il nome del software può anche essere stato un gioco di parole aderente al loro cognome – Occhionero, appunto.

Tra gli account hackerati, quello di Matteo Renzi, ex primo ministro fino alle sue dimissioni nel mese di dicembre dopo aver perso un referendum sulla riforma costituzionale. Ma l’ex premier si trova in buona compagnia. I fratelli Occhionero, infatti, sono stati accusati di hacking in almeno 18 mila account di posta elettronica appartenenti a banchieri, imprenditori e politici, tra cui anche Mario Monti, tecnocrate nominato primo ministro dopo la caduta di Silvio Berlusconi. Inoltre, l’account di posta elettronica personale di Renzi sarebbe stato violato in almeno due occasioni, entrambe nel giugno dello scorso anno. Obiettivi presunti, anche il cardinale Gianfranco Ravasi, ministro della cultura del Vaticano, oltre a diversi ex ministri del governo e un ex comandante della Guardia di Finanza.

Informazioni raccolte dai messaggi di posta elettronica violati che, probabilmente, sarebbero stati utilizzati da Occhionero, che dirige una società di investimento, Westland Securities, per effettuare investimenti sulla base di informazioni riservate – secondo quanto lascia trapelare la polizia. La presunta pirateria pare sia andata avanti per anni. “Abbiamo le prove che l’attività di spionaggio era in corso dal 2010 e forse diversi anni prima”, ha dichiarato Roberto Di Legami, direttore dell’unità di cyber polizia specializzata che ha condotto l’indagine. “Hanno tentato di infiltrarsi in decine di migliaia di account. L’indagine è appena iniziata e ci sono migliaia di file criptati che dobbiamo cercare di aprire“.

Per alcune delle e-mail, Occhionero aveva presumibilmente installato un dispositivo che gli consentiva di vedere ogni chiave. Per altri 1.700 account di posta elettronica, i fratelli erano riusciti a risalire alle password. Le informazioni rubate erano state accuratamente depositate in oltre 120 categorie. Una di queste è stata etichettata come “POBU”, che stava a significare “affari politici”, mentre un’altra era dedicata alle informazioni relative ai massoni.

Quasi tutti i dati rubati sono stati memorizzati nel server negli Stati Uniti. Questi sono stati sequestrati dall’FBI e saranno inviati in Italia per l’analisi.

cyberspionaggiohacker
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Federica Vitale
Federica Vitale

Federica Vitale nasce come web writer convinta e le sue passioni, sin da bambina, si sono rivelate la carta e la penna. Laureata in Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Perugia, ha conseguito la laurea in Lingue e Letterature Straniere nel 2003 e ha proseguito gli studi laureandosi nuovamente nel 2007 in Scienze e Tecniche della Comunicazione, presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Viterbo, dove ha collaborato come cultore della materia per la cattedra di Linguaggi Audiovisivi. Il suo percorso formativo e la sua passione per il cinema e la letteratura l’hanno portata a specializzarsi nell’analisi della produzione letteraria e delle sue trasposizioni cinematografiche. Ha pubblicato il libro 'L’universo africano di Karen Blixen'. Ama scrivere ed esprimersi anche attraverso la fotografia poiché le piace vivere il mondo a 360°. La passione per l’immagine e per le parole si riassumono nella creazione dell’articolo.

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