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Ormai Android è divenuto conosciuto pubblicamente come il robottino verde dal nome Bugdroid, ma originariamente l’idea era ben diversa.

Tramite una rivelazione fatta dallo stesso sviluppatore tramite un post su Google+, nel 2007 Morril aveva creato una mascotte di Android, da usare per le slide di una presentazione, molto diversa da quella attuale.

Inizialmente infatti, l’ingegnere di Google Dan Morril, aveva sviluppato un progetto molto diverso (e molto meno carino esteticamente), che vedeva come mascotte sempre un robottino, non solo verde come Bugdroid, ma disponibile in molteplici colori.

L’icona di Android, progettata con Inkscape, si sarebbe dovuta chiamare Dandroid (dal nome dell’autore), l’androide che vedete raffigurato qui sopra e nella galleria a fine articolo.

Successivamente (e fortunatamente) però il lavoro di Morril è stato rimpiazzato da quello di Irina Blok, che ha rimpiazzato le originali creazioni di Dan con l’ormai conosciutissimo Bugdroid, a cui ormai siamo tutti fortemente affezionati.

La versione di Android accompagnata da Dandroid era la seconda versione per gli sviluppatori, nota internamente come R2-D2 (“Release to Developers 2″), dal nome del robot di Guerre Stellari. A quei tempi infatti si prospettava di chiamare le versioni di Android con i nomi dei robot più famosi del cinema e della letteratura, ma questa idea fu successivamente abbandonata poichè quasi tutti i nomi di robot famosi rappresentavano marchi registrati e si sarebbe quindi potuto incorrere in problemi legali.

Si è passato così a Bugdroid, a corredare le versioni “dolci” di Android. E anche l’aspetto della mascotte risulta essere notevolmente più “dolce” della versione originaria.

E voi cosa ne pensate del goffo Dandroid? Eccolo in tutta la sua “bellezza”:

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Avatar
“Nata a Parma il 18 Settembre 1991, da piccola passavo pomeriggi interi spiando mio cugino, da dietro le spalle, mentre giocava a Nintendo e Play Station. Crescendo, son passata ad avere io il joystick in pugno, e a picchiare duro a Tekken! ;) Appassionata dalla tecnologia in generale, dopo aver spolpato il mio vecchio telefono Bada, sono definitivamente passata ad Android, grazie al mio geek-fidanzato che mi ha trasmesso il pallino del Galaxy Nexus, ora inseparabile. Dalla fusione tra passione per la tecnologia e per la scrittura, nasce la mia collaborazione per TecnoAndroid.”