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WiiM Ultra, il centro di comando che mancava al mio impianto

In questo articolo Indice dei contenuti 20 sezioni

In casa, negli anni, le sorgenti audio si sono moltiplicate: il televisore, l’impianto Sonos, il giradischi, un NAS pieno di musica in alta risoluzione, diffusori e amplificatori distribuiti fra le stanze. Ognuna con la sua app, il suo telecomando e il suo cavo. Il WiiM Ultra promette di mettere ordine proprio in situazioni come questa. È uno streamer di rete con DAC e preamplificatore digitale che riunisce in un solo telaio ingresso HDMI ARC, ingresso phono, uscita dedicata al subwoofer, porta USB, uscita cuffie e un display touch da 3,5 pollici.

Il campione che ho ricevuto direttamente da WiiM è nella colorazione Argento e l’ho usato per circa due settimane, dividendolo fra il salone e il mio ufficio. Ho alternato il Wi-Fi alla connessione via cavo Ethernet e l’ho collegato a casse attive, a un amplificatore, a un subwoofer e al sistema Sonos di casa, passando dalle uscite RCA, ottica, coassiale e sub out. Volevo capire se un oggetto del genere regge quando gli si chiede di fare tutto, non solo di riprodurre una playlist.

L’ecosistema WiiM non mi era nuovo, perché avevo già usato la sua app durante la recensione del WiiM Sound, lo smart speaker con display del marchio. Qui però il ruolo è un altro. L’Ultra non ha un amplificatore integrato e non suona da solo: il suo compito è dare una marcia in più a un impianto che esiste già. Si rivolge quindi a chi possiede diffusori attivi, un amplificatore stereo o un sistema hi-fi e vuole aggiungere streaming, correzione ambientale e un unico punto di controllo senza sostituire nulla.

Anticipo il giudizio, che è molto positivo: la correzione ambientale RoomFit e lo schermo touch sono i due elementi che mi hanno convinto di più, la configurazione è stata rapida e in due settimane non ho incontrato un malfunzionamento. Esiste però un limite che chi vive nell’ecosistema Apple deve conoscere prima dell’acquisto e lo affronterò nel dettaglio più avanti.

Unboxing e dotazione

Più dell’imballo, di questa confezione conta il contenuto, e qui WiiM non ha lesinato. Insieme allo streamer trovano posto il telecomando vocale WiiM Voice Remote, un cavo HDMI, un cavo ottico, un cavo RCA stereo, il cavo di alimentazione, una guida rapida e un piccolo adattatore per la messa a terra del giradischi. È un corredo pensato per i collegamenti più comuni: il televisore via HDMI ARC, l’amplificatore o le casse attive via RCA, una sorgente digitale via ottico.

WiiM Ultra recensione - dettaglio

Credits: TecnoAndroid

L’adattatore di massa sembra un dettaglio, ma chi ha un giradischi sa quanto possa essere fastidioso il ronzio causato da un filo di terra lasciato scollegato. Trovarlo già nella scatola evita una ricerca nel negozio di elettronica sotto casa.

WiiM Ultra recensione - caratteristiche

Credits: TecnoAndroid

Qualcosa manca: non ci sono un cavo coassiale, un cavo per il subwoofer e un cavo di rete. Siccome ho usato proprio l’uscita coassiale, il sub out e la porta Ethernet, ho attinto ai cavi che avevo già in casa. Per chi ha un minimo di esperienza con l’hi-fi è una mancanza trascurabile, chi parte da zero invece deve metterli in conto. La documentazione cartacea si ferma alla guida rapida, mentre il grosso della configurazione è affidato all’app, che accompagna l’utente passo dopo passo.

Rapportata a un prezzo che in Italia ruota intorno ai 400 euro, la dotazione è adeguata. Il telecomando incluso, in questa fascia, non è affatto scontato.

Design, materiali e collocazione

Lo chassis è in alluminio e il frontale è dominato dallo schermo touch da 3,5 pollici protetto da vetro, affiancato dalla manopola del volume e dal jack per le cuffie. Nella variante Argento la finitura chiara si abbina con naturalezza a elettroniche hi-fi dai toni metallici o a mobili chiari. Chi preferisce che lo streamer passi inosservato può orientarsi sulla versione Space Gray, più scura e sobria.

Le misure sono di 211 x 200 x 72 millimetri per 1,42 kg. Rispetto ai piccoli streamer quadrati della stessa WiiM, come il Pro Plus da 14 centimetri di lato e 400 grammi, l’Ultra è decisamente più grande e pesante, ma resta compatto se confrontato con un classico componente hi-fi largo 43 centimetri. La pianta quasi quadrata permette di appoggiarlo sul ripiano di un mobile TV, accanto all’amplificatore o su una scrivania senza rubare troppo spazio e il peso aiuta a tenerlo fermo quando si collegano i cavi sul retro.

WiiM Ultra recensione - design

Credits: TecnoAndroid

Sul piano estetico è l’aspetto che ho apprezzato di più. Il WiiM Ultra si può mettere davvero ovunque e fra salone e ufficio non ha mai stonato. Lo schermo è piacevole da guardare oltre che utile e fra le schermate disponibili c’è anche un quadrante a orologio che lo trasforma in un piccolo elemento d’arredo quando non c’è musica in riproduzione.

La manopola regola il volume e, se premuta, mette in pausa o riprende la riproduzione. Un LED a quattro colori segnala lo stato del dispositivo. Sul retro si concentrano tutte le connessioni: gli ingressi HDMI ARC, ottico, linea e phono, le uscite RCA, ottica, coassiale, USB e subwoofer, la porta Ethernet, l’uscita trigger e la presa di alimentazione.

L’alimentatore è interno, quindi niente trasformatore esterno da nascondere dietro il mobile: basta un normale cavo di corrente. L’uscita trigger a 12 V è invece un dettaglio pensato per chi ha un amplificatore compatibile, che può così accendersi e spegnersi insieme allo streamer.

Specifiche tecniche

Specifica Valore
Modello WiiM Ultra, colorazione Argento
Categoria Streamer di rete, DAC e preamplificatore digitale
DAC ESS Sabre ES9038Q2M, 32 bit/384 kHz
Risoluzione in riproduzione Fino a 24 bit/192 kHz, file DSD convertiti in PCM
Uscita analogica RCA, 2,1 V RMS, SNR 121 dB, THD+N -116 dB (0,00015%)
Risposta in frequenza Da 20 Hz a 45 kHz, ±0,1 dB fra 20 Hz e 20 kHz
Amplificatore cuffie Texas Instruments TPA6120A2, jack da 3,5 mm, SNR 119 dB, THD+N -99 dB a 300 ohm e -92 dB a 32 ohm
Ingressi analogici Phono MM/MC, linea RCA da 2 V RMS con ADC fino a 24 bit/192 kHz
Ingressi digitali HDMI ARC e ottico, fino a 24 bit/192 kHz, PCM stereo e Dolby Digital
Uscite digitali Ottica, coassiale e USB audio UAC 2.0, fino a 24 bit/192 kHz
Altre uscite Subwoofer, trigger 12 V su jack da 3,5 mm
Porta USB Lettura di memorie in FAT32, NTFS ed EXT4, funzione media server per dispositivi WiiM e DLNA
Protocolli di streaming Google Cast, Spotify Connect, TIDAL Connect, Amazon Music Casting, DLNA, Roon Ready, Squeezelite, QPlay 2.0
Assistenti vocali Compatibile con Amazon Alexa e Google Assistant
Rete Wi-Fi 6 (Wi-Fi 6E annunciato tramite aggiornamento software), Ethernet 10/100
Bluetooth 5.3, in ricezione e in trasmissione
Correzione ed equalizzazione RoomFit, 24 preset, EQ grafico e parametrico a 10 bande, EQ per singola sorgente
Display e comandi Touchscreen da 3,5 pollici con vetro, manopola del volume, LED RGBW, telecomando vocale incluso
Processore e memoria Quad-core A53, 512 MB di RAM, 512 MB di memoria flash
Alimentazione Interna, 100-240 V AC, 50/60 Hz
Dimensioni 211 x 200 x 72 mm
Peso 1,42 kg
Colorazioni Argento, Space Gray
App WiiM Home per Android e iOS

Architettura interna: DAC, cuffie e conversione analogica

Il cuore dell’Ultra è il DAC ESS Sabre ES9038Q2M, un chip a 32 bit/384 kHz molto diffuso nei convertitori di fascia media e medio-alta. WiiM dichiara per l’uscita analogica un rapporto segnale/rumore di 121 dB e una distorsione armonica totale più rumore di -116 dB, pari allo 0,00015%. Sono valori che vanno ben oltre la soglia di udibilità e, tradotti nell’uso quotidiano, significano un fondo silenzioso quando la musica si ferma e un convertitore che, almeno sulla carta, non aggiunge colorazioni udibili.

Va chiarito un punto che genera spesso confusione: il DAC supporta i 384 kHz, ma la piattaforma di streaming e gli ingressi digitali lavorano fino a 192 kHz/24 bit. Per la musica liquida il limite pratico è quindi il 24/192, che copre comunque la quasi totalità dei cataloghi Hi-Res. I file DSD non vengono riprodotti in modo nativo: l’app li riconosce e li converte al volo in PCM.

Per le cuffie WiiM ha scelto un amplificatore dedicato, il Texas Instruments TPA6120A2, un integrato apprezzato per la capacità di pilotare anche modelli impegnativi. I dati dichiarati parlano di 119 dB di rapporto segnale/rumore e -99 dB di distorsione su carichi da 300 ohm, valore che scende a -92 dB con cuffie da 32 ohm.

 

C’è poi una scelta progettuale da conoscere: gli ingressi analogici, compreso il phono, passano da un convertitore analogico-digitale che lavora fino a 192 kHz/24 bit. In questo modo anche il giradischi o un lettore CD collegato all’ingresso linea possono beneficiare di equalizzatore e RoomFit ed è possibile inviare il loro segnale ad altri dispositivi WiiM in altre stanze. Il rovescio della medaglia è che il percorso del segnale non resta puramente analogico, un aspetto che a qualche purista del vinile potrebbe non piacere. Nella pratica, però, poter applicare la correzione ambientale anche ai dischi è un vantaggio concreto.

Completano il quadro un processore quad-core A53 con 512 MB di RAM e 512 MB di memoria flash, lo stesso schema dei modelli più piccoli della gamma, e un alimentatore interno che accetta tensioni fra 100 e 240 V. Sulla carta può sembrare poco, ma per uno streamer è sufficiente: durante la prova l’interfaccia del touchscreen e i passaggi fra le sorgenti non hanno mai mostrato rallentamenti.

Configurazione e app WiiM Home

Tutto passa dall’app WiiM Home, gratuita e disponibile per Android sul Google Play Store e per iPhone e iPad sull’App Store. La procedura è quella tipica del marchio: si collega lo streamer all’impianto e alla corrente, si attende una trentina di secondi per l’avvio, poi l’app rileva il dispositivo e guida attraverso la connessione alla rete, l’abbinamento del telecomando, l’aggiornamento del firmware e le impostazioni audio.

Nel mio caso è stata davvero semplice: l’Ultra è stato riconosciuto subito e si è interfacciato immediatamente con tutti i servizi che uso. Tutto è filato liscio anche passando dal Wi-Fi alla connessione via cavo e viceversa.

L’app è organizzata in modo chiaro: dalla schermata principale si accede ai servizi di streaming integrati, fra cui Spotify, TIDAL, Amazon Music, Qobuz, Deezer, TuneIn e SoundCloud, alla libreria del NAS e della chiavetta USB, alle sorgenti fisiche e alle impostazioni del dispositivo. Qui si trovano le funzioni che fanno la differenza: la correzione ambientale RoomFit, l’equalizzatore grafico e parametrico a 10 bande, i 24 preset sonori, la regolazione del subwoofer, i gruppi multiroom, le sveglie e i preset richiamabili anche dal telecomando.

Il display del dispositivo non è un semplice specchio dell’app. Offre schermate dedicate alla riproduzione in corso, con copertina grande e indicatori VU, alla scelta di ingressi e uscite, ai preset, a un equalizzatore rapido e al quadrante a orologio di cui parlavo. Durante le due settimane di prova mi è stato utilissimo: cambiare sorgente o ritoccare l’equalizzazione senza prendere in mano il telefono è il tipo di comodità di cui ci si accorge solo quando manca.

Ci sono poi funzioni meno visibili ma comode, come il rilevamento automatico della sorgente, che passa all’ingresso giusto quando arriva un segnale, e il controllo dell’accensione via HDMI-CEC insieme al televisore. Gli aggiornamenti del firmware si gestiscono dall’app. Sul fronte della privacy, la scheda dell’App Store indica la possibile raccolta di dati diagnostici non associati all’identità dell’utente.

Un’ultima nota riguarda il Wi-Fi 6E. Al lancio WiiM aveva annunciato l’abilitazione della banda a 6 GHz tramite aggiornamento software, ma a ottobre 2026 la pagina ufficiale del WiiM Ultra descrive ancora un Wi-Fi 6 aggiornabile in futuro. Non è un limite pratico, perché il Wi-Fi 6 basta e avanza per lo streaming audio, ma è giusto segnalarlo a chi ha scelto il prodotto anche per quella promessa.

Rete e stabilità

Ho voluto provare entrambe le connessioni proprio per capire se ci fossero differenze di comportamento. La mia rete domestica non è delle più semplici: più access point distribuiti in casa, circa duecento dispositivi connessi, in gran parte smart home, e una fibra FTTH da 2,5 Gbit/s. È il tipo di ambiente in cui un dispositivo con un modulo radio poco solido tende a perdere la connessione o a farsi trovare dall’app con fatica.

In Wi-Fi l’Ultra non ha mai perso un colpo e lo stesso vale per la connessione via cavo. Con l’Ethernet bisogna sapere che la porta è a 100 Mbit/s e non gigabit, ma per l’audio non cambia nulla: un flusso PCM stereo a 24 bit/192 kHz occupa poco più di 9 Mbit/s, meno di un decimo della banda disponibile. In generale, quando la presa di rete è a portata di mano, il cavo resta la soluzione più tranquilla, soprattutto se si usa lo streamer anche come server per altri dispositivi o si riproducono file pesanti dal NAS.

Chi riscontra disconnessioni con questo o con altri dispositivi smart farebbe bene a controllare le impostazioni del router, come spieghiamo nell’approfondimento su perché lo Smart Connect del router può mandare offline la smart home.

Non ho effettuato misurazioni di consumo elettrico né di temperatura. Durante l’uso non ho notato comportamenti anomali e, non essendoci amplificatori di potenza a bordo, il carico termico è ben diverso da quello di un amplificatore integrato.

Test sul campo: due settimane tra salone e ufficio

Ho impostato la prova come la vivrebbe chi compra l’Ultra per farne il centro del proprio impianto. Niente configurazione fissa: ho spostato lo streamer fra salone e ufficio e ho cambiato più volte collegamenti, sorgenti e destinazioni, alternando anche Wi-Fi ed Ethernet. Le valutazioni che seguono sono tutte d’ascolto. Non ho usato microfoni di misura né software di analisi acustica, quindi non troverete grafici di risposta in frequenza ma il racconto di come si è comportato nell’uso reale.

I due ambienti sono molto diversi fra loro. Il salone misura circa 60 metri quadrati, ha un pavimento in gres porcellanato e qualche tappeto ed è la stanza in cui passano gran parte della giornata Dafne e Anubi. Uno spazio ampio e con superfici dure è il classico terreno in cui le basse frequenze si comportano in modo irregolare, con suoni che rimbombano in un punto e quasi spariscono in un altro. L’ufficio pone esigenze differenti e proprio per questo mi interessava vedere come lo stesso apparecchio si adattasse a due contesti così lontani.

Il primo collegamento che ho voluto verificare è quello con il televisore tramite HDMI ARC, perché è quello che trasforma lo streamer in un’alternativa alla soundbar per chi ha già una coppia di diffusori. La TV ha riconosciuto l’Ultra senza difficoltà e l’audio di film e programmi è passato sull’impianto senza intoppi. Con il subwoofer collegato all’uscita dedicata la scena acquista quella profondità che un impianto stereo da solo fatica a restituire. Sui forum dedicati si leggono segnalazioni di utenti che, con alcuni televisori o proiettori, hanno avuto difficoltà di riconoscimento ARC o di comunicazione CEC: nel mio caso non si è verificato nulla del genere.

Poi sono passato alle catene audio vere e proprie. Ho collegato l’Ultra a una coppia di casse attive tramite le uscite RCA, sfruttando il suo DAC e il controllo digitale del volume, poi a un amplificatore e ho provato anche le uscite ottica e coassiale, quelle che servono a chi preferisce affidare la conversione a un apparecchio esterno. In tutti i casi il passaggio è stato immediato, perché l’uscita si sceglie dall’app o direttamente dal display. Ho collegato lo streamer anche all’impianto Sonos di casa, che chi mi segue conosce dalle recensioni della soundbar Sonos Arc Ultra e del Sonos Sub di terza generazione, e anche lì non ho riscontrato problemi.

Il momento più interessante è arrivato con RoomFit. La procedura è guidata dall’app: lo smartphone diventa il microfono di misura, lo streamer riproduce i segnali di test e il sistema calcola i filtri correttivi, che vengono poi applicati tramite l’equalizzatore parametrico. La correzione si può disattivare in qualsiasi momento per tornare al suono originale. Il risultato per me è fantastico, con una precisione che non mi aspettavo da una procedura così alla portata di tutti. In un ambiente ampio come un salone è il genere di intervento che normalmente richiederebbe un microfono dedicato, un software di misura e parecchia pazienza.

Sul fronte della musica liquida ho usato Spotify e TIDAL tramite le rispettive funzioni Connect, Amazon Music, la trasmissione Chromecast dalle app compatibili e il Bluetooth. Tutto ha funzionato al primo colpo. Il test che mi stava più a cuore, però, riguardava la mia libreria in alta risoluzione. Ho riprodotto i file direttamente dal NAS UGREEN NASync DXP8800 Ultra che ho recensito di recente tramite UPnP/DLNA e l’Ultra ha gestito i file Hi-Res senza esitazioni. Stesso esito con una chiavetta USB inserita nella porta dedicata.

Ho dedicato spazio anche alle sorgenti analogiche. Il giradischi collegato all’ingresso phono e le sorgenti collegate all’ingresso linea hanno funzionato senza intoppi. Anche l’uscita cuffie è stata della partita, con un limite tutto mio: chi mi legge sa che non sopporto le cuffie per più di una ventina di minuti, quindi le mie sessioni d’ascolto su questa uscita sono state brevi, come sempre.

Tirando le somme, in due settimane non ho incontrato un solo malfunzionamento. Nessuna disconnessione, nessun blocco dell’app, nessun ingresso che si rifiutasse di funzionare. E soprattutto, inserendo l’Ultra nelle mie catene, la resa sonora è migliorata nettamente con qualsiasi sorgente. Le ragioni sono diverse e si sommano: un convertitore spesso superiore a quelli integrati nei televisori e in molte casse attive, una gestione del subwoofer fatta come si deve e una correzione ambientale che interviene sui difetti della stanza invece di limitarsi a enfatizzare bassi e alti.

Approfondimenti: le domande da farsi prima dell’acquisto

RCA, ottico, coassiale o USB: quale uscita scegliere

Con così tante uscite la domanda è legittima e la risposta, per fortuna, è lineare. Se collegate casse attive o un amplificatore privo di convertitore interno, l’uscita giusta è quella analogica RCA, che sfrutta il DAC ES9038Q2M e il controllo del volume dell’Ultra con un livello massimo di 2,1 V RMS. È la configurazione in cui lo streamer lavora a tutti gli effetti da preamplificatore e in cui il suo stadio di conversione esprime tutto il potenziale.

Le uscite ottica e coassiale, entrambe fino a 192 kHz/24 bit, servono invece a chi possiede già un DAC esterno di livello o un ricevitore AV con buoni convertitori. In questo caso l’Ultra diventa un trasporto digitale e la qualità finale dipende dall’apparecchio a valle. Lo stesso vale per l’uscita USB audio, conforme allo standard UAC 2.0, che consente di collegare gran parte dei DAC USB senza installare driver.

WiiM Ultra recensione - funzionalità

Credits: TecnoAndroid

Un dettaglio da non trascurare: WiiM parla di uscita digitale bit-perfect, ma equalizzatore, RoomFit e controllo del volume elaborano il segnale. Chi vuole un flusso inalterato verso il DAC esterno deve quindi rinunciare alla correzione ambientale, mentre chi la considera irrinunciabile può lasciarla attiva e accettare l’elaborazione. Nelle mie prove ho usato sia l’uscita RCA sia quelle ottica e coassiale senza riscontrare cali di stabilità o difficoltà di aggancio del segnale.

RoomFit ed equalizzatore: quanto cambiano davvero il suono

Se dovessi indicare una sola funzione per cui scegliere l’Ultra, sarebbe questa. Ogni stanza modifica il suono dei diffusori: pareti, pavimenti, mobili e posizione d’ascolto creano picchi e buchi, soprattutto sotto i 200 Hz. RoomFit misura la risposta dell’ambiente con il microfono dello smartphone e calcola un’equalizzazione che compensa le anomalie più evidenti. Non serve sapere cosa sia un modo di risonanza della stanza: basta seguire le istruzioni.

Chi invece ama mettere le mani sui parametri ha a disposizione 24 preset, un equalizzatore grafico a 10 bande e uno parametrico, sempre a 10 bande, per interventi chirurgici. Il dettaglio più intelligente è l’equalizzazione per singola sorgente: televisore, giradischi e streaming possono mantenere ciascuno la propria taratura, che si attiva in automatico quando si cambia ingresso. Si può quindi avere un profilo più corposo per i film e uno neutro per i dischi senza toccare nulla ogni volta.

Ripeto il mio giudizio perché è il punto centrale della recensione: nelle mie prove RoomFit si è dimostrato preciso ed efficace, molto più di quanto mi aspettassi da una correzione basata su uno smartphone. Due consigli pratici: conviene ripetere la misura ogni volta che si spostano i diffusori, il subwoofer o il divano. E bisogna ricordare che nessuna equalizzazione può risolvere da sola un ambiente molto riverberante: RoomFit corregge la risposta in frequenza, non sostituisce un trattamento acustico.

Collegare la TV: HDMI ARC, Dolby Digital e CEC

L’ingresso HDMI è di tipo ARC, non eARC, e accetta segnali PCM stereo e Dolby Digital fino a 192 kHz/24 bit. Il DTS non è supportato, né via HDMI né via ottico. Nella pratica significa che, se una sorgente collegata al televisore invia una traccia DTS, conviene impostare l’uscita audio della TV su PCM per evitare il silenzio. Con lo streaming dalle app integrate nel televisore la questione si pone raramente, perché il Dolby Digital è lo standard più diffuso.

Va chiarito anche che l’Ultra resta un apparecchio stereo, con la possibilità di aggiungere un subwoofer per arrivare a una configurazione 2.1. Chi vuole un vero impianto multicanale deve guardare altrove, oppure costruire un home theater con altri dispositivi WiiM, un percorso che esula da questa recensione.

Il protocollo HDMI-CEC consente di regolare il volume con il telecomando della TV e di sincronizzare accensione e spegnimento dei due apparecchi, mentre il rilevamento automatico dell’ingresso fa passare lo streamer sull’audio del televisore appena arriva un segnale. Sui forum si trovano utenti alle prese con mancati riconoscimenti dell’ARC, in genere risolti riavviando i dispositivi o ricollegando il cavo: la compatibilità CEC fra marchi diversi è storicamente capricciosa. Nel mio caso il collegamento con il televisore ha funzionato senza problemi per tutta la durata della prova.

Il vinile e l’ingresso phono

L’ingresso phono è uno dei motivi per cui l’Ultra si distingue dagli streamer più piccoli della gamma, che ne sono privi. Secondo la scheda tecnica ufficiale supporta testine MM e MC. Su questo punto le informazioni disponibili non sono del tutto concordi, perché alcuni rivenditori italiani indicano soltanto il supporto MM: mi limito quindi a riportare il dato del produttore. L’adattatore di massa incluso permette di collegare il filo di terra del giradischi e ridurre il rischio di ronzii.

Un consiglio pratico per chi ha un giradischi con preamplificatore integrato: in quel caso va usato l’ingresso linea, non quello phono, altrimenti il segnale verrebbe amplificato due volte con risultati pessimi. L’ingresso linea accetta fino a 2 V RMS e lavora con un convertitore fino a 192 kHz/24 bit.

Come spiegavo nella parte tecnica, il segnale del giradischi viene digitalizzato. Il vantaggio è doppio: si può applicare un’equalizzazione specifica per il vinile, RoomFit compreso, e si può trasmettere il disco in riproduzione ad altri diffusori WiiM in casa. Nelle mie prove il giradischi collegato all’ingresso phono ha funzionato senza alcun problema.

Subwoofer: integrazione e regolazioni

L’uscita dedicata al subwoofer è uno dei punti di forza del progetto. Dall’app si regolano frequenza di taglio e livello, sincronizzando diffusori principali e sub, così che lavorino insieme invece di sovrapporsi. Chi preferisce eliminare il cavo può abbinare il subwoofer wireless WiiM Sub Pro, ma un qualsiasi sub attivo con ingresso RCA fa il suo dovere.

La regolazione del crossover è il passaggio che più spesso viene trascurato. Con diffusori da scaffale di piccole dimensioni conviene affidare al sub una porzione più ampia di gamma bassa, mentre con casse da pavimento il taglio può scendere. La procedura RoomFit aiuta a rifinire il risultato, perché misura il comportamento complessivo del sistema nella stanza.

Sul forum ufficiale alcuni utenti hanno segnalato ronzii di fondo con certe combinazioni di amplificatori e subwoofer, riconducibili ad anelli di massa fra apparecchi alimentati in modo diverso. Nel mio impianto non si è verificato nulla di simile e l’uscita sub ha lavorato in modo impeccabile, contribuendo in maniera decisiva al miglioramento che ho percepito con film e musica.

Streaming, NAS e multiroom

La dotazione software è ampia. Lo streamer supporta Google Cast, Spotify Connect, TIDAL Connect, Amazon Music Casting, DLNA, Roon Ready, Squeezelite e QPlay 2.0, oltre ai servizi integrati nell’app. È compatibile con Alexa e Google Assistant e può entrare nei gruppi multiroom degli altoparlanti Echo e Nest per la musica in streaming. Io mi sono concentrato su Spotify, TIDAL, Amazon Music, Chromecast e Bluetooth, mentre durante la prova non ho approfondito Roon, Qobuz e gli assistenti vocali.

Per chi custodisce una libreria personale, la riproduzione via UPnP/DLNA da un NAS è affidabile e immediata e la porta USB accetta memorie formattate in FAT32, NTFS ed EXT4. Lo streamer può anche fare da media server, rendendo disponibili i brani della chiavetta ad altri dispositivi WiiM o DLNA della casa.

Sul multiroom c’è una distinzione da conoscere: la musica in streaming può essere distribuita anche a gruppi Alexa o Google Cast, mentre gli ingressi fisici come phono, linea, ottico, HDMI e Bluetooth si possono condividere soltanto con altri dispositivi WiiM. L’Ultra, inoltre, non entra nei gruppi dell’app Sonos: per integrarlo con un impianto di quel marchio bisogna sfruttare le connessioni dei diffusori Sonos, non il software.

iPhone e AirPlay: il limite da conoscere

Questo è il compromesso più importante. L’Ultra non supporta AirPlay 2 e non lo supporterà nemmeno in futuro: WiiM ha confermato che si tratta di un limite hardware non risolvibile con un aggiornamento. Ne consegue che non può comparire fra i diffusori AirPlay di iPhone e Mac, non si raggruppa con gli HomePod e non risponde a Siri. Una scelta curiosa, considerando che i modelli WiiM più piccoli come Mini, Pro e Pro Plus l’AirPlay lo hanno.

Chi usa un iPhone non resta comunque tagliato fuori. Spotify, TIDAL e Amazon Music funzionano tramite le rispettive funzioni Connect o di casting direttamente dalle loro app e molte altre applicazioni supportano Google Cast anche su iOS. Per tutto il resto c’è il Bluetooth con codec AAC, che WiiM indica come alternativa consigliata. Il nodo vero riguarda Apple Music: senza AirPlay non esiste un modo per far arrivare il catalogo lossless dall’iPhone allo streamer in qualità piena.

Chi vive nell’ecosistema Apple e ascolta soprattutto Apple Music deve quindi valutare bene. Il WiiM Pro Plus, più economico, supporta AirPlay 2, ma rinuncia a display, HDMI ARC, phono, uscita sub e uscita cuffie. Per tutti gli altri, l’assenza di AirPlay è un limite che pesa poco nell’uso quotidiano.

Uscita cuffie e Bluetooth in trasmissione

L’uscita cuffie frontale utilizza un jack da 3,5 mm collegato all’amplificatore TPA6120A2. Chi possiede cuffie con spinotto da 6,35 mm deve procurarsi un adattatore, un dettaglio minore ma da mettere in conto per chi usa modelli da studio. I dati dichiarati sono buoni anche con cuffie ad alta impedenza e questo rende l’Ultra un’opzione sensata per chi vuole ascoltare il giradischi o la TV in cuffia senza disturbare il resto della casa.

C’è anche un’alternativa wireless: il Bluetooth 5.3 funziona sia in ricezione sia in trasmissione, quindi lo streamer può inviare l’audio a cuffie o diffusori Bluetooth. È una funzione comoda per guardare un film a tarda sera senza svegliare nessuno, con l’avvertenza che, come sempre con il Bluetooth, la latenza dipende dal dispositivo ricevente. Per i miei limiti con le cuffie che ho già spiegato, su questo fronte le mie prove sono state brevi.

Prezzo e posizionamento

In Italia il WiiM Ultra è arrivato con un prezzo di listino di 399 euro comunicato dal distributore italiano, identico per le colorazioni Argento e Space Gray. Al momento della recensione i rivenditori specializzati italiani lo propongono fra 399 e 429 euro, mentre negli Stati Uniti il prezzo ufficiale è salito dai 329 dollari del lancio agli attuali 349. Su Amazon il prezzo cambia con una certa frequenza, tanto che oltreoceano è sceso più volte sotto i 300 dollari durante le promozioni. Per la variante Argento conviene verificare l’offerta del momento sulla scheda Amazon del WiiM Ultra Argento.

Per valutare la cifra bisogna guardare a cosa sostituisce. In un solo telaio ci sono streamer, DAC, preamplificatore con controllo del volume, stadio phono, amplificatore per cuffie, gestione del subwoofer, correzione ambientale e ingresso HDMI ARC. Comporre la stessa dotazione con apparecchi separati richiederebbe più spazio, più cavi e quasi sempre una spesa superiore, senza contare la comodità di controllare tutto da un’unica app.

All’interno della gamma WiiM il posizionamento è chiaro: più in basso c’è il Pro Plus, che si trova intorno ai 249 euro e offre AirPlay 2, ma senza display, HDMI ARC, ingresso phono, uscita sub, uscita cuffie e porta USB. Più in alto c’è l’Amp Ultra, che in Italia parte da circa 500 euro e integra un amplificatore da 100 W per canale per chi ha diffusori passivi e non vuole un amplificatore separato.

Rispetto agli streamer di fascia superiore, l’Ultra rinuncia alle uscite bilanciate e a finiture da componente hi-fi tradizionale, ma è raro trovare nella stessa fascia di prezzo un apparecchio che metta insieme HDMI ARC, phono, uscita sub e correzione ambientale. Chi un giorno vorrà spingersi oltre con la conversione potrà sempre usarlo come trasporto digitale verso un DAC esterno, mantenendo app, display e gestione delle sorgenti. L’acquisto ha senso soprattutto per chi possiede già diffusori attivi o un amplificatore e vuole riunire TV, vinile, streaming e libreria personale sotto un unico controllo.

Il verdetto sul WiiM Ultra

Dopo due settimane il WiiM Ultra mi lascia la sensazione di un prodotto che fa esattamente ciò che promette, senza imporre compromessi nell’uso di tutti i giorni. L’ho spostato fra due stanze, l’ho collegato a catene diverse, gli ho dato in pasto streaming, file Hi-Res dal NAS, vinile e audio della TV e non mi ha mai lasciato senza musica. Lo consiglio a chiunque abbia bisogno di un apparecchio di questo tipo.

Il punto di forza principale è la capacità di diventare il centro dell’impianto, con un’interfaccia che rende immediato ciò che di solito richiede tre telecomandi e altrettante app. Su tutto spicca RoomFit, che in pochi passaggi corregge i difetti della stanza con una precisione che mi ha sorpreso. Il touchscreen, che sulla carta poteva sembrare un vezzo, si è rivelato uno strumento che ho utilizzato ogni giorno.

WiiM Ultra recensione - specifiche

Credits: TecnoAndroid

Il compromesso più importante è l’assenza di AirPlay. Chi ascolta soprattutto Apple Music da iPhone deve orientarsi su un modello WiiM con AirPlay 2 o mettere in conto il Bluetooth. Dovrebbe guardare altrove anche chi ha diffusori passivi senza amplificatore, chi possiede un amplificatore con soli ingressi bilanciati e chi cerca un sistema home theater multicanale con supporto DTS.

Lo scenario ideale è un salone con televisore, una coppia di diffusori attivi o un amplificatore stereo, un subwoofer e magari un giradischi, con una libreria musicale su NAS a completare il quadro. È qui che l’Ultra esprime tutto il suo valore, perché ogni sorgente trova posto e ognuna può avere la sua taratura.

Non trasforma un impianto mediocre in uno eccellente, ma dà a un buon impianto tutto quello che gli mancava per entrare nel presente.

Recensione TecnoAndroid

La nostra valutazione

Pro

  • RoomFit preciso: la correzione ambientale automatica ha migliorato in modo evidente la resa senza richiedere microfoni o conoscenze di acustica
  • Touchscreen da 3,5 pollici realmente utile per cambiare sorgente, uscita ed equalizzazione senza aprire l'app
  • Connessioni complete in 21 centimetri: HDMI ARC, phono MM/MC, uscita sub, USB, cuffie, uscite ottica, coassiale e USB audio
  • Configurazione rapida e nessun malfunzionamento in due settimane, sia in Wi-Fi sia via Ethernet
  • Dotazione con telecomando vocale, cavo HDMI, cavo ottico, cavo RCA e adattatore di massa per il giradischi

Contro

  • Niente AirPlay 2 per un limite hardware, con Apple Music lossless di fatto escluso dall'iPhone
  • HDMI ARC e ingresso ottico non accettano DTS, solo PCM stereo e Dolby Digital
  • Solo uscite analogiche RCA sbilanciate, nessuna XLR per chi ha un amplificatore bilanciato
  • Wi-Fi 6E annunciato al lancio e ancora in attesa di aggiornamento, porta Ethernet limitata a 100 Mbit/s
  • In confezione mancano cavo coassiale, cavo per il subwoofer e cavo di rete

Fonte: TecnoAndroid

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