Yellowstone è ormai una di quelle serie che pesano davvero nel panorama televisivo americano, e il suo creatore non ha alcuna intenzione di restare in silenzio davanti alle critiche. Taylor Sheridan, mente dietro al franchise diventato un fenomeno, ha deciso di rispondere a muso duro a chi parla male del suo lavoro, usando un termine che fa storcere il naso a molti addetti ai lavori. Secondo lui buona parte di certi commenti negativi sarebbe soltanto ragebait, ovvero contenuti pensati apposta per scatenare rabbia e indignazione, più che vere analisi.
Una serie diventata un universo narrativo
Negli ultimi anni Yellowstone ha fatto qualcosa che poche produzioni riescono a ottenere. Da semplice racconto western contemporaneo si è trasformata in un vero e proprio mondo, capace di allargarsi con diversi spin off e di costruire attorno a sé un seguito enorme. Non è più soltanto una serie, è diventata un punto di riferimento, qualcosa che ha ridefinito il modo di pensare certe storie ambientate nell’America più ruvida e profonda.
Il successo, però, porta sempre con sé un effetto collaterale. Più qualcosa diventa grande, più finisce sotto la lente d’ingrandimento. E qui entra in gioco il rapporto, mai troppo sereno, tra Taylor Sheridan e una certa parte della critica televisiva. Lo sceneggiatore non ha mai nascosto un certo fastidio verso il modo in cui Hollywood e i recensori trattano il suo lavoro, e stavolta ha deciso di dirlo chiaramente.
La difesa della libertà creativa
Il punto centrale del discorso di Sheridan riguarda la libertà creativa. Per lui contare troppo su quello che dicono i critici significa rischiare di snaturare il proprio lavoro, piegandolo a gusti che cambiano di continuo e che spesso seguono logiche che con la qualità c’entrano poco. Da qui l’accusa pesante, quella del ragebait, una pratica che secondo lui serve più a generare clic e discussioni accese che a valutare davvero una serie.
C’è una buona dose di provocazione in queste parole, è evidente. Ma c’è anche una posizione precisa, quasi una dichiarazione di principio. Sheridan rivendica il diritto di raccontare le storie a modo suo, senza dover continuamente guardare al consenso o all’approvazione di chi scrive recensioni. Una scelta che, vista la mole di pubblico raccolta da Yellowstone e dai suoi spin off, sembra dargli ragione almeno sul piano dei numeri.
Il fastidio verso Hollywood non è una novità nel suo percorso. Più volte ha lasciato intendere di sentirsi un po’ fuori dagli schemi del sistema, qualcuno che lavora con regole proprie e che ha trovato il modo di costruire un impero senza piegarsi alle mode del momento. Le sue dichiarazioni vanno lette anche in questa chiave, come la rivendicazione di un percorso costruito controcorrente. In tutto questo resta il dato concreto di una serie che continua a macinare ascolti e a generare nuove ramificazioni. Yellowstone ha dimostrato di avere una forza che va oltre le polemiche, e le parole del suo creatore arrivano proprio nel momento in cui il franchise vive una fase di grande espansione, tra progetti già attivi e altri ancora in cantiere.