Xiaomi Watch S5 si è guadagnata un posto particolare nel catalogo dell’azienda cinese, e basta indossarla qualche giorno per capire perché: design curato, schermo enorme e luminoso, e una batteria che promette di durare tre settimane. È il compromesso pensato per chi vuole un orologio elegante senza rinunciare all’autonomia, anche al costo di dire addio a Wear OS. Negli ultimi anni Xiaomi ha moltiplicato le sue famiglie di smartwatch, e la Xiaomi Watch S5 si colloca proprio in quella zona intermedia tra le Redmi Watch economiche e le Watch classiche con sistema operativo Google.
Un orologio elegante con uno schermo che riempie il polso
Il formato è bello grande, 46 x 46 x 10,99 mm, eppure al polso si fa dimenticare in fretta. Merito anche del peso contenuto, 45,6 grammi senza cinturino, niente male per una cassa in acciaio inossidabile. Per dare un termine di paragone, l’Oppo Watch X3 arriva a 49 grammi senza nemmeno contare il cinturino. Intorno al display Xiaomi ha messo una ghiera con un effetto texturizzato che ricorda la fibra di carbonio, un dettaglio che dà un po’ di carattere a una linea altrimenti piuttosto sobria.
Tra la ghiera e lo schermo c’è una cornice sottilissima, segnata con i minuti, che lascia tantissimo spazio al display. Il risultato è che il 67% della superficie dell’orologio è occupata dallo schermo, con un bordo di appena 2,6 mm tutto attorno. I comandi sono quelli classici: un pulsante oblungo alle quattro e una corona rotante alle due. Il modello verde provato arriva con un cinturino in caucciù fluorurato, sostituibile con qualsiasi cinturino a sgancio rapido largo 22 mm. La certificazione 5 ATM permette di tenerla sotto la doccia, lavare i piatti o nuotare in superficie, ma non scendere in profondità.
Lo schermo merita un discorso a parte. È un pannello Amoled circolare da 1,48 pollici con risoluzione 480 x 480 pixel, per una densità di 324 pixel per pollice, vicinissima ai 326 dei display Retina di Apple. In pratica i pixel non si distinguono a occhio nudo. Ma il vero punto forte è la luminosità: il picco dichiarato tocca i 2500 cd/m². Durante delle sessioni di corsa sotto il sole di una primavera già rovente, messa a confronto con una Garmin Fenix 8, la Watch S5 appariva più luminosa e leggibile, con un sensore di luminosità davvero reattivo. C’è ovviamente la luminosità adattiva e una modalità always on programmabile su orari precisi, ad esempio dalle 9 alle 23. Quindici i quadranti preinstallati, quasi tutti personalizzabili, più tanti altri scaricabili gratis dall’app Mi Fitness.
Interfaccia spiazzante all’inizio, ma il monitoraggio sportivo convince
Per collegare la Watch S5 allo smartphone, iPhone o Android che sia, serve l’app Mi Fitness. Una volta configurata, la navigazione è semplice, ma cambia parecchio rispetto ad altri orologi. Lo scorrimento verso l’alto apre i widget, verso il basso le notifiche, a sinistra si scelgono i quadranti e a destra si torna indietro. L’aspetto che disorienta è proprio l’assenza delle classiche schede delle app: scorrendo in orizzontale dal quadrante non si arriva ai dati, ma solo alla scelta dell’estetica. E pensare che anche la pressione prolungata serve a cambiare quadrante. Una scelta un po’ ridondante.
Passato lo straniamento iniziale, ci si abitua. Resta però la scomodità di dover entrare in ogni singola app per vedere sonno, frequenza cardiaca o attività. E senza Wear OS niente applicazioni di terze parti, solo quelle preinstallate. C’è il chip NFC per i pagamenti contactless, ma bisogna appoggiarsi al servizio Curve, come succede con Huawei o Amazfit. Le notifiche arrivano regolarmente, anche se non si può rispondere ai messaggi dall’orologio, nemmeno da Android. Microfono e altoparlante permettono comunque di gestire le chiamate in Bluetooth.
Sul fronte sportivo, la Xiaomi Watch S5 è ben attrezzata: cardiofrequenzimetro ottico, ossimetro, accelerometro, barometro e bussola. Il GPS è a doppia frequenza e supporta cinque costellazioni, GPS, Galileo, Glonass, Beidou e QZSS. Provata in città, in un parco e su una pista di atletica, e confrontata con una Garmin Fenix 8, ha stimato le distanze molto bene, con scarti minimi. Sui tracciati però zigzaga un po’ e a volte taglia attraverso gli isolati: niente di drammatico, ma non è la pulizia di Garmin. La cartografia offline, dichiarata compatibile, non si è lasciata scaricare dall’app, problema che un aggiornamento potrebbe risolvere.
Il nuovo sensore cardiaco ottico, lo stesso visto sulla Watch 5, se la cava alla grande: confrontato con la fascia Garmin HRM 600 durante allenamenti a intensità costante e a intervalli, ha dato risultati molto vicini. Peccato non poter collegare una fascia cardio esterna, mentre il sensore di potenza sì. Tra le funzioni salute ci sono SpO2, monitoraggio del sonno, analisi dello stress tramite la variabilità cardiaca e un bilancio salute in un minuto. Manca invece l’elettrocardiogramma. Lato attività, oltre 150 modalità sportive, con dati come VO2max e condizione fisica, e la possibilità di condividere automaticamente gli allenamenti su Strava, Google Health Connect o Suunto.