Il nome di Kevin LaChapelle è finito sotto i riflettori per un motivo poco piacevole. Uno dei leader storici di Xbox è stato licenziato dopo trentasette anni di carriera dentro Microsoft, e a raccontarlo è stato lui stesso con un messaggio pubblicato su LinkedIn nelle scorse ore. Non è un caso isolato, purtroppo. LaChapelle rappresenta forse la vittima più illustre di quella nuova, pesante ondata di tagli avviata dal colosso di Redmond all’inizio di questa settimana. Un’operazione che tocca circa 4.800 persone, di cui 3.200 solo nella divisione dedicata al gaming.
Circa tre anni fa LaChapelle era stato promosso a vicepresidente di Xbox, diventando responsabile dello sviluppo software su console, PC e cloud. Ma il lavoro per cui i fan probabilmente lo ricorderanno con più affetto è un altro, cioè il programma di retrocompatibilità lanciato sulle Xbox One nel 2015. Grazie a quella iniziativa è diventato possibile giocare sulle console di allora a centinaia di titoli pensati per la vecchia Xbox 360, oltre a un gruppo più ristretto di giochi della Xbox di prima generazione.
La retrocompatibilità come arma competitiva
Quel programma è ancora vivo e vegeto anche sulle attuali Xbox Series X|S, cosa piuttosto prevedibile visto che condividono grossomodo la stessa architettura delle Xbox One. Il risultato però resta notevole. Con una sola console di ultima generazione si può accedere alla maggior parte del catalogo di ogni macchina lanciata da Microsoft negli ultimi venticinque anni. Nel suo messaggio di addio, LaChapelle ha ricordato con particolare calore proprio quel lavoro e il momento della presentazione ufficiale all’E3 2015, descrivendo come memorabile la reazione del pubblico.
E in effetti l’accoglienza fu entusiasta. La retrocompatibilità diventò uno dei veri punti di forza dell’ecosistema Xbox durante l’era di Xbox One, un vantaggio concreto rispetto a PlayStation 4 sul fronte della conservazione del catalogo storico. Più avanti, lo stesso LaChapelle ha guidato lo sviluppo di Xbox Cloud Gaming, un altro tassello importante della strategia dell’azienda.
Un reset che guarda già alla prossima generazione
La dirigenza di Xbox ha spiegato i nuovi tagli come parte di un processo di reset delle attività nel settore videoludico. La riorganizzazione ha coinvolto sviluppatori, team interni e diversi studi, alcuni dei quali sono addirittura tornati indipendenti. Nonostante tutto, Asha Sharma e il suo gruppo hanno lo sguardo puntato in avanti. È infatti in lavorazione una nuova generazione di console, il cui nome in codice è Project Helix, che secondo le indiscrezioni proverà a ridisegnare i confini tra console tradizionale, PC gaming e cloud.
Sul fronte della concorrenza il quadro è altrettanto movimentato. Un bug ha colpito PlayStation 5, con le ore di gioco azzerate su alcune copie fisiche. Nintendo Switch invece si avvicina al capolinea, con lo stop alle vendite previsto per febbraio 2027 dopo dieci anni sul mercato. La sua erede, Nintendo Switch 2, è ormai ufficiale e arriverà in autunno con una batteria rimovibile. Sony infine ha voluto chiarire il futuro dei dischi PlayStation, dopo le voci che li davano in sparizione a partire dal 2028.