Gli aumenti di prezzo decisi da Microsoft per Xbox Game Pass alla fine del 2025 sembrano aver lasciato segni molto più profondi del previsto. A confermarlo è stato Matthew Ball, nuovo Chief Strategy Officer della divisione Xbox, che durante la Summer Game Fest ha ammesso come il servizio abbia perso “milioni” di abbonati nei mesi successivi ai rincari.
Una dichiarazione che riaccende il dibattito sulle scelte adottate da Microsoft negli ultimi mesi e che offre uno sguardo più concreto sulle conseguenze dell’aumento dei costi per gli utenti.
Gli aumenti di prezzo hanno avuto un forte impatto
Il caso riguarda soprattutto il piano Game Pass Ultimate, il cui prezzo negli Stati Uniti era passato da 19,99 a 29,99 dollari al mese, registrando un incremento del 50%. Una decisione che aveva immediatamente generato forti critiche nella community Xbox.
All’epoca Microsoft aveva giustificato i rincari parlando di un catalogo più ricco, nuovi vantaggi per gli utenti e l’arrivo di produzioni importanti all’interno del servizio. Nonostante questo, molti abbonati avevano scelto di interrompere il proprio piano, mentre sui social si moltiplicavano post di protesta e annunci di cancellazione.
Microsoft non ha condiviso numeri precisi sulle perdite, ma il dato assume particolare peso considerando che Game Pass aveva già superato i 34 milioni di abbonati nel 2024 e generato quasi 5 miliardi di dollari di fatturato annuale nel 2025.
Cambio di strategia dopo mesi difficili
Le difficoltà del servizio potrebbero aver avuto un peso anche nei cambiamenti interni alla divisione gaming di Microsoft. In molti si chiedono infatti se il malcontento generato dagli aumenti abbia contribuito al cambio di leadership che ha portato all’uscita di scena di Phil Spencer e Sarah Bond, sostituiti da Asha Sharma.
Tra le prime mosse della nuova CEO c’è stato proprio un parziale ritorno ai vecchi prezzi del servizio, pur senza includere Call of Duty in alcune formule di abbonamento.
Secondo Matthew Ball, questa revisione sarebbe stata accolta positivamente dagli utenti. Anche Asha Sharma aveva recentemente parlato di segnali incoraggianti, spiegando che il servizio sarebbe riuscito a interrompere una fase negativa durata circa otto mesi consecutivi.
Microsoft starebbe ora lavorando a nuove formule di abbonamento, pensate per offrire più scelta agli utenti e adattarsi meglio a differenti esigenze economiche e di contenuti.