Wyldfyre è il nome di una piattaforma che permette di scommettere sul rischio incendi, e già solo a dirlo viene qualche brivido lungo la schiena. Presentata come il primo mercato di previsione dedicato esclusivamente ai roghi, tira dritto verso un territorio che di etico ha davvero poco. Non è uno scherzo, purtroppo, ed è proprio questo il punto che fa più discutere. L’essere umano, si sa, cerca da sempre il modo di fare cassa. E c’è chi, invece di guardare a un incendio come a una tragedia, ci vede una possibile occasione di guadagno. Da qui nasce l’idea alla base di Wyldfyre, che trasforma un evento potenzialmente devastante in una scommessa vera e propria, con tanto di previsioni su cui puntare.
Come funziona la piattaforma degli incendi
Il meccanismo è quello dei cosiddetti mercati di previsione, dove le persone piazzano scommesse su eventi futuri. Solo che qui l’oggetto della scommessa non è una partita di calcio o un risultato elettorale, ma qualcosa di molto più delicato. Si parla di incendi, di rischio, di zone che potrebbero andare a fuoco. E il fatto stesso che qualcuno possa guadagnarci sopra apre una serie di domande scomode.
Il problema principale, quello che salta subito all’occhio, riguarda i dubbi etici che una piattaforma del genere porta con sé. Scommettere su un disastro non è come scommettere su una gara sportiva. Dietro un rogo ci sono case, persone, ambienti naturali che rischiano di sparire. Ridurre tutto questo a una previsione da monetizzare lascia parecchio spiazzati.
I rischi di scommesse che premiano le catastrofi
C’è poi un aspetto ancora più inquietante, che va oltre la semplice questione morale. Un sistema che consente di guadagnare quando scoppia un incendio potrebbe finire per incentivare comportamenti pericolosi. Il ragionamento è tanto semplice quanto agghiacciante, e cioè se puntando sul verificarsi di un rogo si porta a casa del denaro, qualcuno potrebbe essere tentato di dare una mano affinché quel rogo accada davvero.
Non serve molta fantasia per immaginare gli scenari, e sono proprio questi a rendere Wyldfyre un caso tanto discusso. Una cosa è prevedere il rischio incendi per finalità di prevenzione o studio, un’altra è costruirci intorno un mercato dove il guadagno è legato direttamente al fatto che qualcosa bruci. La linea che separa le due cose è sottile ma fondamentale.
Il tema tocca corde profonde perché mette insieme due elementi che difficilmente dovrebbero convivere, ovvero il profitto e la distruzione. Quando il secondo diventa la condizione per ottenere il primo, il rischio è che si crei un incentivo distorto, capace di trasformare una calamità in un’opportunità economica per pochi. Ed è esattamente questa la ragione per cui una piattaforma come Wyldfyre continua a far sollevare le sopracciglia e ad alimentare discussioni.