L’IA locale di Windows 11 apre finalmente le porte anche a chi non possiede un Copilot+ PC, e la cosa cambia parecchio le carte in tavola. Fino a poco tempo fa questi computer si distinguevano per la presenza delle NPU, le unità di elaborazione neurale, affiancate da una serie di requisiti hardware piuttosto specifici. Adesso però quel paletto sta saltando, e a beneficiarne sono i dispositivi equipaggiati con le GPU NVIDIA di una certa fascia.
Il succo è semplice. Con una scheda grafica adeguata, molti dispositivi Windows 11 possono eseguire i carichi di lavoro di intelligenza artificiale direttamente in locale, senza più dover passare per forza dai Copilot+ PC. Le schede coinvolte sono quelle della serie RTX 30 o successive, a patto che dispongano di almeno 6 GB di VRAM. Una soglia tutto sommato accessibile per chi negli ultimi anni ha messo mano al proprio computer.
Una mossa pensata soprattutto per chi sviluppa
Il cuore di questo aggiornamento riguarda gli sviluppatori. I PC dotati di GPU NVIDIA a partire dalla serie RTX 30, con quei 6 GB di VRAM minimi, ora supportano le API dei modelli linguistici locali di Windows. Tradotto in parole povere, chi costruisce applicazioni può sfruttare queste funzioni anche fuori dal recinto dei Copilot+, fino a ieri legati a doppio filo alla presenza di una NPU.
Vale la pena fare un salto indietro. Nel 2024, quando Microsoft presentò i Copilot+ PC, le NPU venivano descritte come l’ingrediente chiave per l’elaborazione dell’intelligenza artificiale. Solo che le GPU moderne, quelle pensate per il gaming e per il calcolo pesante, sanno fare lo stesso lavoro. Macinano modelli di machine learning con ottime prestazioni, certo a fronte di un consumo energetico più alto, ma il risultato c’è. Allargare il supporto a queste schede significa concedere agli sviluppatori molta più libertà di manovra.
Meno cloud, più lavoro sul dispositivo
“Le API dei modelli linguistici ora funzionano su PC non Copilot+ dotati di una GPU supportata, portando le funzionalità dei modelli linguistici locali a una gamma più ampia di dispositivi Windows 11”, ha scritto Windows. Una frase asciutta che però segna un cambio di rotta concreto.
Per mettere in pratica tutto questo serve sviluppare o utilizzare applicazioni costruite sul framework Windows AI. C’è poi un vantaggio che fa gola soprattutto alle aziende. Elaborare i dati sul dispositivo riduce la dipendenza dal cloud, perché le informazioni non finiscono più su server esterni. Un dettaglio che, sul fronte della privacy e della sicurezza, pesa eccome. Intanto Microsoft ha anche inaugurato un nuovo canale Beta di Windows 11 destinato ai futuri PC con Snapdragon X2 e RTX Spark, segno che il lavoro su questo terreno è tutt’altro che concluso. Eventuali estensioni del supporto ad altri dispositivi arriveranno con i prossimi aggiornamenti.